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mercoledì 1 giugno 2011

«Salò come i partiginai» Pdl senza vergogna

Le Associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò potrebbero avere lo stesso riconoscimento dell'Anpi e delle altre associazioni ex combattentistiche, ricevendo anche contributi statali: l'apertura è prevista da una proposta di legge del Pdl al voto della commissione Difesa della Camera, su cui si è aperto uno scontro con le opposizioni.

La proposta di legge, che ha in Gregorio Fontana il primo firmatario, nasce dalla necessità di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l'altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente). Il provvedimento stabilisce i requisiti perchè queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate: tra i requisiti ci deve essere la loro apoliticità e che i loro statuti rispettino i principi di democrazia interna.

I problemi cominciano perchè la proposta assegna al Ministero un compito di vigilanza non solo sulla legittimità dei loro statuti, ma sulle attività stesse delle associazioni. E qui il centrosinistra vi ha visto la volontà di sottoporre a controllo l'Anpi, cioè l'Associazione nazionale partigiani. Ma l'elemento deflagrante è l'apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò. Per il testo infatti possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex «belligeranti», senza limitazioni di sorta. Il braccio di ferro si è protratto nelle scorse sedute della Commissione Difesa, allorchè gli emendamenti delle opposizioni che correggevano questi elementi sono stati tutti bocciati.

Per bloccare l'iter il Pd ha presentato oggi una propria proposta, a prima firma Antonello Giacomelli, che è stato abbinato al testo Fontana. Questa proposta di legge prevede il riconoscimento solo per le associazioni di quanti sono stati «legittimamente belligeranti», il che escluderebbe i reduci della Repubblica sociale; in secondo luogo la vigilanza del Ministero non è sulle attività ma unicamente sullo statuto delle Associazioni; infine le Associazioni sono sotto l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica, per «sottrarle alla maggioranza di turno». «Capisco che qualcuno possa dire - commenta Giacomelli - che l'omissione della dicitura 'legittimamente belligeranti' sia solo una dimenticanza, ma ultimamente queste coincidenza si moltiplicano: solo poche settimane fa era stata presentata proprio dal Pdl una proposta che abrogava il divieto di ricostituire il Partito fascista, ed oggi si strizza l'occhiolino ai reduci di Salò. Alla vigilia del 2 giugno è meglio mettere dei punti fermi». (ANSA). IA 31-MAG-11 17:30 NNN

mercoledì 13 aprile 2011

Il «trasloco» della Tavina: proposte per uscire dal guado

«Viviamo Salò», la lista che appartiene all'area del Partito Democratico (4 consiglieri, capogruppo Graziella Belli), ha incontrato un paio di volte il sindaco Barbara Botti, rimasta senza maggioranza da quando dispone di 9 consiglieri su 21, essendo usciti i 5 che fanno capo ad Alberto Pelizzari, per vedere se esistono possibilità di un'intesa. Il primo punto esaminato è l'operazione Fonte Tavina, considerato il più importante in prospettiva futura, che fra l'altro sarà anche il principale punto all'ordine del giorno nel Consiglio comunale convocato per lunedì sera alle 18.30. Proprio sulla Tavina, «Viviamo Salò» è infatti uscita con un documento che indica le condizioni per proseguire la trattativa con il sindaco.
QUESTE LE PROPOSTE avanzate: ridurre la volumetria dell'intervento nello stabilimento attuale (da 40 mila mq. a circa 32 mila); diminuire la parte residenziale (da 30 mila a 18 mila) a vantaggio dell'albergo (da 8 a 11 mila) e del commerciale (da mille a duemila), mantenendo i mille mq. di appartamenti pubblici; distribuire il cemento non su un lotto solo, ma anche sui vicini comparti; effettuare una progettazione di alta qualità.
«È l'ultima zona disponibile, di particolare pregio, per la quale il Pgt prevede la costruzione di centinaia di nuove seconde case, di cui non si avverte la necessità - spiegano Graziella Belli e Vincenzo Zambelli-. Noi chiediamo una destinazione prevalentemente legata all'ambito turistico alberghiero, con servizi destinati al benessere e ai congressi. La residenza va ridotta del 40%».
PER LA NUOVA FABBRICA di imbottigliamento delle acque minerali, invece, prevista su un'area agricola a Cunettone, «Viviamo Salò» chiede un progetto accurato e, inoltre, di acquisire sia il piano industriale che di avere la garanzia di continuità dell'attività e il mantenimento dei posti di lavoro (una sessantina, più gli stagionali). Ma per giungere a un accordo c'è ancora molta strada.
Lunedì comunque il Consiglio discuterà la mozione sulla Tavina, presentata a suo tempo dalle minoranze, compresi i «Cittadini per Salò» e la Destra di Gianluigi Pezzali.

fonte: bresciaoggi.it

martedì 12 aprile 2011

Imprese e fisco, l'alternativa del pd

«RIDARE ALLE IMPRESE CAPACITÀ DI CRESCERE». Ognuno deve rimboccarsi le maniche, mettere a punto proposte sui temi dell'impresa che sono quelli di tutto il Paese: le relazioni industriali, la produttività della scuola, il welfare, le infrastrutture, il fisco, il Mezzogiorno, la ricerca e innovazione - queste le rischieste di Emma Marcegaglia, che denuncia la solitudine delle imprese e chiede un cambio di marci.  «L'Italia è un Paese diviso e dal mondo delle imprese deve venire un esempio per tutti. Dobbiamo far capire che si può convergere su poche scelte chiare, su priorità condivise per ridare all'impresa la capacità di crescere, di creare lavoro, coesione sociale e proiezione nel mondo».  

Ecco le proposte del partito democratico presentate a Salò mercoledì 6 aprile 2011:

martedì 15 febbraio 2011

Anche sul Garda la Destra non riesce a governare.

Nonostante il consenso popolare verso pdl/lega che consegna diverse amministrazioni gardesane al centro destra, la situazione politica in molti consigli comunali è vicina alla paralisi. Ne abbiamo già parlato diffusamente passando da Desenzano, Tremosine e Bedizzole. Oggi è il turno del sindaco di Salò Barbara Botti ormai in minoranza con 9 consiglieri su un totale di 21.
C'è curiosità sulle due ipotesi che circolano: allargare la maggioranza, oppure convocare il Consiglio per votare bilancio e programma pluriennale confidando in qualche appoggio esterno?
La cosa certa è che il bilancio va approvato, ma il vero nodo da sciogliereriguarda la vicenda Fonte Tavina, con la trasformazione dello stabilimento di 150 mila metri cubi di superfici produttive in 120 mila di residenziale alberghiero, e lo spostamento a Cunettone dell'impianto di imbottigliamento. Insomma le beghe interne al centro-destra hanno bloccato importnti decisioni per il futuro di Salò, forse è il caso di staccare la spina anche qui!

lunedì 24 gennaio 2011

SALO' i cinque ribelli sfidanoil Sindaco

I cinque consiglieri comunali usciti dalla maggioranza per creare un gruppo misto (Alberto Colombo, Gabriele Cominotti, Alberto Pelizzari, Aldo Silvestri e Sergio Vassallo) hanno inviato una lettera aperta ai cittadini sull'attuale «crisi» politica di Salò.
Dopo avere ripercorso i fatti dall'elezione del sindaco Barbara Botti del giugno 2009, i cinque «dissidenti» ricordano che «l'attuale amministrazione può contare oggi su soli 9 consiglieri su un totale di 21, insufficienti per governare, a meno di accordi, in completo sfregio dei programmi presentati, con i gruppi di minoranza o di assenze strategiche».
L'AFFONDO vuole «stanare» il sindaco: «Riteniamo fondamentale che il sindaco Barbara Botti comunichi e illustri pubblicamente con quale maggioranza, quali persone e quali programmi intende proseguire».
Sul consiglio del 9 dicembre, sospeso e non più riconvocato: «Si è interrotta unilateralmente la seduta, non mettendo in discussione e approvazione la proroga dal 1 gennaio 2011 del contratto per la gestione dei servizi di igiene urbana e di smaltimento dei rifiuti, a cui si è dovuto porre rimedio con un'ordinanza urgente, cui ci riserviamo di valutare la validità, allo scopo di evitare il rischio che il Garda Uno non raccogliesse più i rifiuti».
E sul bilancio preventivo: «Da mesi il sindaco Botti e i suoi assessori non discutono su nessun provvedimento. Il bilancio, atto fondamentale per programmare tutte le azioni del comune, è ancora avvolto nel mistero. Non sappiamo come sia articolato e dove siano destinate le risorse».
Sulla Tavina: «La proprietà si era impegnata a salvaguardare i posti di lavoro costruendo la nuova fabbrica in territorio di Salò (a Cunettone) e a recuperare l'attuale area industriale, realizzando un grande albergo, oltre a residenze con un corretto impatto ambientale. Il tutto a fronte dell'erogazione di cospicue somme di denaro e di importanti opere: ristrutturazione case comunali, recupero del teatro, eccetera. Progetto che noi continuiamo a sostenere».
In chiusura un invito implicito al sindaco: «Noi ci siamo dimessi dagli incarichi, mentre il sindaco e i suoi amministratori si ostinano a voler occupare le poltrone».

fonte bresciaoggi.it

giovedì 23 dicembre 2010

SALO' crisi di giunta e operazione Tavina

L’amministrazione comunale è profondamente divisa e la crisi definitiva della Giunta comunale, dopo solo poco più di un anno, appare sempre più vicina.
L’ex Assessore Alberto Pelizzari e il suo gruppo, i consiglieri Colombo e Silvestri e gli assessori dimissionari Vassallo e Cominotti, hanno tolto la maschera: se il Sindaco non porterà all’approvazione l’operazione immobiliare/finanziaria della Tavina, senza modifiche, loro faranno cadere l’amministrazione comunale.

I problemi di Salò, di cui sono corresponsabili avendo amministrato anche con la Giunta Cipani, per loro vengono dopo. Ciò che conta è l’affare Tavina, la colata di cemento e di seconde case nell’unica area che può diventare il polo di un ambizioso progetto turistico per la nostra città. Il mantenimento della fabbrica e dei posti di lavoro non hanno nulla a che vedere con l’operazione immobiliare; sono due progetti distinti. L’operazione immobiliare probabilmente non è più neppure nelle sole mani delle famiglie Tonoli-Fontana. I consiglieri di minoranza hanno presentato una loro proposta di modifica del “Progetto Tavina”, che tutela gli interessi della città insieme con la possibilità di mantenere la continuità dell’azienda e dei posti di lavoro, purchè la Società Tavina abbia davvero l’intenzione di continuare l’attività.

Ai salodiani diciamo di non farsi ingannare dai falsi messaggi di chi ha a cuore solo il proprio tornaconto personale, compreso quello di chi mira alla poltrona di Sindaco per tutelare meglio gli affari!

GianPaolo Comini, coord.pdsalò

mercoledì 15 dicembre 2010

Auguri Salò

Oggi la città di Salò compie 150 anni, un età importante che dovrebbe caratterizzare serietà e responsabilità, invece proprio in questo girono di festa il Sindaco Botti rischia di andare a casa. L'ennesima lite nel centro-destra, come capita in molti altri comuni Gardesani, vede uscire due assessori dalla maggioranza lasciando al Sindaco Botti solamente 9 voti della lista "Salò2000" che vinse l'anno scorso con il 53% dei voti. Le unioni di centro-destra litigano ovunque, dal piccolo Comune a Roma, nel frattempo gli italiani - i veri moderati come li ha chiamati Bersani - cercano di affrontare da soli una crisi economica epocale. Il partito democratico ha la sua ricetta per aiutare imprese, famiglie e comunità, cerchiamo al prossimo appuntamento elettorale di lasciare a casa i pregiudizi e scegliamo un'alternativa per l'Italia.