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venerdì 8 aprile 2011

Desenzano: In ospedale arriva la Finanza

La pratica della costruzione del nuovo blocco operatorio dell'ospedale di Desenzano, un investimento di 9 milioni di euro (ma il preventivo iniziale era di 4 milioni e mezzo) è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza per essere esaminata.
SI INDAGA sulle nuove sale operatorie, inaugurate con solenni cerimonie sei mesi fa, ma ancora chiuse e inutilizzate.
Quello delle Fiamme Gialle è un «atto dovuto» dopo l'arrivo di un esposto, di fatto anonimo, in cui era riportato quale firmatario il nome di un dipendente della stessa azienda ospedaliera, che però non c'entrava nulla. Quest'ultimo, chiamato in causa, si è dichiarato estraneo. Ma qualcuno l'esposto deve pur averlo scritto.
E tanto è bastato per fare scattare un'inchiesta sul nuovo complesso di sale operatorie dell'ospedale Montecroce, che ebbe sei mesi fa anche un'inaugurazione ufficiale ma, diciamo a questo punto, virtuale.
Era il 23 settembre scorso quando a tagliare il nastro di Emodinamica, Pronto Soccorso e, appunto, nuovo blocco operatorio, venne l'assessore alla sanità lombardo Luciano Bresciani, accompagnato dall'ex dg dell'azienda Mara Azzi.
MA DA ALLORA le nuove sale operatorie sono ancora chiuse. Non vi è stata mai fatta una sola operazione.
Nel frattempo, qualcuno fa notare come «i costi siano schizzati esageratamente, anzi più che raddoppiati». Quindi sotto la lente degli investigatori ci sarebbero non solo questioni sull'esecuzioni dei lavori, ma anche su un asserito sforamento delle spese. A provocare lo sforamento sarebbero state le continue varianti necessarie a causa di un'infinità di intoppi, una vicenda che risale ad almeno 5 anni fa.
Piuttosto, si sono ravvisate presunte carenze di vario ordine nell'esecuzione dei lavori rispetto al progetto originario.
LA REPLICA del direttore generale Fabio Russo è dapprima irritata: «Io vorrei sapere come certe notizie vengano apprese dalla stampa». Poi più pacata: «Comunque, in questo momento non mi sento autorizzato a rilasciare dichiarazioni in merito, non c'è nulla di ufficiale».
D'ACCORDO, ma le sale operatorie sono comunque ancora inutilizzate, non è vero? «Sì, non sono ancora in funzione, ma il collaudo finale è stato effettuato nei giorni scorsi. Poi, dopo gli adempimenti conclusivi dei Vigili del Fuoco, ci saremo», conclude Russo che, per inciso, delle nuove sale operatorie ha raccolto soltanto l'eredità dai precedenti direttori.
Il nuovo blocco operatorio, quando entrerà in funzione, comprenderà otto sale, ma il suo cammino, si diceva, è stato in salita forse per qualche errore di valutazione dei costi.
IL CANTIERE, inoltre, subì uno stop per la presenza di alcune cisterne interrate nel piazzale interno all'ospedale. E ancora, il progetto originario subì anche una revisione perché in principio era stata prevista una diversa sistemazione del reparto di Chirurgia e la riqualificazione delle vecchie sale operatorie: interventi che, però, andavano a sfiorare altri servizi ospedalieri. I vertici di allora si accorsero che gli aggiustamenti avevano debordato rispetto all'impegno previsto inizialmente.

fonte: bresciaoggi.it, M.TO

giovedì 11 novembre 2010

Piano socio sanitario, pd lombardo: mancati gli obbiettivi

E’ stato approvato oggi, mercoledì 10 novembre 2010, in III Commissione Sanità e assistenza il Piano socio sanitario regionale che traccia le linee della politica sanitaria e sociosanitaria dei prossimi cinque anni. Il Piano sarà discusso per la sua approvazione definitiva martedì prossimo, 16 novembre, in Consiglio regionale.
Il voto contrario del Pd è stato così spiegato dai consiglieri del Gruppo che fanno parte della Commissione: “L’assoluta genericità del piano, la mancata definizione delle priorità in ogni settore, l’assenza di una vera programmazione sugli interventi rendono questo strumento carente e inefficace. Puntiamo il dito in particolare sulla mancanza di indicazioni puntuali sulle risorse economiche che verranno messe in campo e sull’irrisolto nodo della mancata continuità assistenziale che caratterizza la sanità lombarda. La frattura esistente in questa regione tra il mondo ospedaliero e il territorio lascia i pazienti, soprattutto i malati cronici, privi di un’adeguata assistenza dopo le dimissioni e in carico esclusivo alle famiglie: il piano non risolve questa criticità e manca l’obiettivo di rafforzare il comparto dell’integrazione sociosanitaria”. E continuano: “Il nostro giudizio negativo è stato inoltre rafforzato dalla presentazione di un corposo emendamento, a Piano approvato, da parte della relatrice Peroni, che tenta di rimediare a una delle più importanti carenze di questo documento, cioè quella relativa alla trattazione delle problematiche sociali e sociosanitarie che coinvolgono direttamente tutti i Comuni, le Asl e il terzo settore della regione. E ciò di fatto ammettendo quanto da noi costantemente evidenziato e sostenuto fin dall’inizio dell’esame del provvedimento”.
Unica nota positiva, secondo il Pd, l’approvazione di pochi emendamenti per i quali i consiglieri dell’opposizione si sono fortemente battuti, dei quali uno va a incidere su un settore particolarmente delicato, come quello delle cure palliative. Questa istanza tende al rafforzamento e a una migliore implementazione della rete di cure palliative e della rete della terapia del dolore attraverso un coordinamento a oggi assente tra i due assessorati competenti (Sanità e Famiglia), per raggiungere un più alto numero di pazienti non solo oncologici.
Milano, 10 novembre 2010