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lunedì 30 aprile 2012
ROSA LESO SINDACO il programma e le priorità per la Città di Desenzano
"Desenzano è una città ferma, dopo 5 anni di amministrazione fatta di NON scelte, è importante rimettere in moto la nostra città riallacciando il dialogo con i cittadini e le associazioni."
"In questo video trovate le nostre priorità, con un punto fermo, rimettere le PERSONE al centro dell'azione amministrativa"
domenica 29 aprile 2012
ROSA LESO SINDACO presentazione liste e dimissioni Cons.Papa prima dell'approvazione del pgt
"L'ultimo atto scellerato dell'amministrazione di Centro Destra che mette in approvazione il piano di governo del territori a 5 giorni dalle elezioni, da 5 anni inconcludenti e senza progetti"
"approveranno un piano di governo del territorio che sarà una colata di cemento"
"approveranno un piano di governo del territorio che sarà una colata di cemento"
sabato 28 aprile 2012
venerdì 16 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
martedì 7 febbraio 2012
Istituto comprensivo: "non sia solo un contenitore di scuole"
Scuola e istituto comprensivo: Giancarlo Cerini PARTE 2.
L'istituto comprensivo non dev'essere un contenitore di scuole, ma un'opportunità per migliorare l'offerta educativa nel nostro Paese.
L'istituto comprensivo non dev'essere un contenitore di scuole, ma un'opportunità per migliorare l'offerta educativa nel nostro Paese.
lunedì 6 febbraio 2012
Istituto comprensivo: ma che fretta c'era?
Giancarlo Cerini, dirigente ufficio scolastico dell'Emilia Romagna, interviene al convegno organizzato dal Pd Desenzanese sulla scuola e la novità degli istituti comprensivi. (parte 1)
domenica 22 gennaio 2012
Evento Scuola a Desenzano

"Alla luce del dimensionamento effettuato anche in provincia di Brescia in applicazione della legge 111 ( finanziaria estiva Tremonti ) si è deciso di organizzare per SABATO 28 GENNAIO a Desenzano ( comune interessato dall’anno scol. 2012/13 a tale provvedimento) un incontro con il Dott. Giancarlo Cerini, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Emilia Romagna , noto pedagogista e autore di numerosi articoli e pubblicazioni su riviste specializzate della scuola , già membro della Commissione per l’elaborazione degli orientamenti della scuola dell’infanzia e uno dei pricipali sostenitori dell’istituto comprensivo come “ valore”.
L’incontro si terrà c/o il Palazzo del Turismo in via porto vecchio 36, con inizio alle ore 16.
Vi aspetto numerosi!
Grazie e cordiali saluti, Rosa Leso."
L'evento su Face Book:
lunedì 7 novembre 2011
Primarie di Desenzano del Garda: 1.027 grazie!
E' un autunno caldo quello che stiamo attraversando. La politica nazionale assomiglia alle curve del Blu Tornado di Gardaland, spesso lascia disorientati i cittadini che registrano sempre più la distanza tra il palazzo e la vita reale. Domenica il circolo del Partito Democratico di Desenzano ha aperto le porte ai propri concittadini, ha chiesto loro di scegliere. Sembra una banalità, ma in un Paese di "nominati" solo il PD ha il coraggio e la ferma volontà di ricorre alle primarie, molti chiaccherano e alla fine decidono nelle segrete stanze.
Grazie a tutti i 1027 Desenzanesi che hanno partecipato a questa bella giornata di Democrazia e in bocca al lupo a Rosa Leso che potrà contare sull'appoggio di Fiorenzo e di tutti i Democratici Gardesani.
domenica 17 luglio 2011
DESENZANO d.G. la festa democratica si avvia al gran finale
La festa democratica di Desenzano del Garda si avvia al gran finale di Lunedì 18 con il concerto tributo ai Nomadi del gruppo "MA NOI NO", al termine del concerto una sorpresa per tutti!
Le foto della festa le trovi sul profilo di facebook qui
Le foto della festa le trovi sul profilo di facebook qui
...e se sei Desenzanese, alla festa puoi anche firmare contro il progetto che stravolgerà il lungo lago verso il Desenzanino, facendo sparire la storica spiaggia Feltrinelli.
Ti aspettiamo!
venerdì 15 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
DESENZANO ELEZIONI 2012, il Pd annuncia le primarie
Il Pd sceglierà il candidato sindaco di Desenzano attraverso le primarie. E ha già due nomi in campo, quelli dell'ex sindaco Fiorenzo Pienazza e di Rosa Leso. Ad annunciarlo – in anteprima a Bsnews.it – è il segretario provinciale del partito Pietro Bisinella. Una notizia che verrà ufficializzata già in serata, dopo le 20.30, quando alla festa gardesana dei democratici interverranno Enrico Letta e il capogruppo in Regione Luca Gaburri. "In vista delle elezioni del prossimo anno", chiarisce Bisinella, "noi offriamo ai desenzanesi questi due nomi e indichiamo con convinzione la via delle primarie: se poi altre forze politiche vorranno unirsi a noi, condividendo il programma e presentando i loro candidati, saranno bene accette". Un metodo potrebbe estendersi anche ad altri Comuni chiamati al voto il prossimo anno (Darfo e Rovato i più significativi), "compresi – precisa il segretario - quelli con meno di 15mila abitanti".
Ma anche per la Loggia il percorso è già definito. "Prima di pensare ai nomi", chiarisce Bisinella, "dobbiamo definire un progetto serio, senza perderci in chiacchiere inutili. Un primo passo è già stato fatto. A settembre, quindi, apriremo ufficialmente il confronto e al tavolo inviteremo tutti: da Rifondazione fino all'Udc e al Fli. Saranno loro, poi, a dirci se vogliono condividere con noi la strada e i contenuti. Una volta chiarita la coalizione, infine, i cittadini sceglieranno il candidato migliore attraverso le primarie". Più complicata, invece, la questione delle primarie per il parlamento, invocate da Riccardo Frati in un'intervista a Bsnews.it. "Io sono assolutamente a favore", chiarisce il segretario, "ma al momento non esistono regole precise al riguardo e comunque credo che la questione verrà risolta presto a livello nazionale, con la conferenza organizzativa già convocata da Bersani. Ma il vero problema", conclude Bisinella, "è quello della legge elettorale, perché se vogliamo avvicinare la politica ai territori dobbiamo tornare alla preferenza, come già avviene – per esempio – per le elezioni regionali".
Infine, il segretario del Pd – commentando quanto detto dal suo vice al sito – sottolinea di condividere la necessità di un forte ricambio generazionale nel partito. "Il segretario organizzativo che ho scelto", precisa, "ha 26 anni e il più 'vecchio' dei miei collaboratori 36. Quello del ricambio della classe dirigente è un problema da affrontare con assoluta serietà, anche se non amo le modalità con cui pongono la questione i rottamatori come Renzi. La verità", conclude, "è che serve un nuovo modo di fare politica e che dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, altrimenti il Pd – come le altre forze – verrà letteralmente spazzato via dagli elettori".
fonte bsnews.it
Ma anche per la Loggia il percorso è già definito. "Prima di pensare ai nomi", chiarisce Bisinella, "dobbiamo definire un progetto serio, senza perderci in chiacchiere inutili. Un primo passo è già stato fatto. A settembre, quindi, apriremo ufficialmente il confronto e al tavolo inviteremo tutti: da Rifondazione fino all'Udc e al Fli. Saranno loro, poi, a dirci se vogliono condividere con noi la strada e i contenuti. Una volta chiarita la coalizione, infine, i cittadini sceglieranno il candidato migliore attraverso le primarie". Più complicata, invece, la questione delle primarie per il parlamento, invocate da Riccardo Frati in un'intervista a Bsnews.it. "Io sono assolutamente a favore", chiarisce il segretario, "ma al momento non esistono regole precise al riguardo e comunque credo che la questione verrà risolta presto a livello nazionale, con la conferenza organizzativa già convocata da Bersani. Ma il vero problema", conclude Bisinella, "è quello della legge elettorale, perché se vogliamo avvicinare la politica ai territori dobbiamo tornare alla preferenza, come già avviene – per esempio – per le elezioni regionali".
Infine, il segretario del Pd – commentando quanto detto dal suo vice al sito – sottolinea di condividere la necessità di un forte ricambio generazionale nel partito. "Il segretario organizzativo che ho scelto", precisa, "ha 26 anni e il più 'vecchio' dei miei collaboratori 36. Quello del ricambio della classe dirigente è un problema da affrontare con assoluta serietà, anche se non amo le modalità con cui pongono la questione i rottamatori come Renzi. La verità", conclude, "è che serve un nuovo modo di fare politica e che dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, altrimenti il Pd – come le altre forze – verrà letteralmente spazzato via dagli elettori".
fonte bsnews.it
DESENZANO lettera aperta ai cittadini, salviamo il nostro territorio
il Consiglio Comunale del 7 luglio 2011, con i soli voti dei consiglieri di centrodestra Anelli, Bernardini, Benedetti, Carretta, D’Arconte, Frosi, Malinverni, Maiolo, Merici, Mesar, Piona e con l’astensione dei consiglieri della Lega Formentini e Polloni ha adottato due grandi trasformazioni del nostro territorio agricolo e la cementificazione del nostro lago. Queste scelte urbanistiche avventate sono state giustificate con la necessità di opere pubbliche indispensabili (una nuova scuola elementare, il lungolago di Desenzano), al di fuori di qualsiasi programmazione urbanistica.
NOI SIAMO FERMAMENTE CONTRARI A TALE DECISIONE E SI E’ OPPOSTO CON NOI ANCHE IL CONSIGLIERE PAOLO BARZIZA.
VORREMMO RICORDARE:
AL SIGNOR SINDACO che i cittadini nel 2007 l’ hanno votato sulla base di un programma che esprimeva la volontà di non consumare ulteriore territorio, che intendeva valorizzare l’entroterra ed il suo peculiare paesaggio, che riteneva doveroso recuperare l’esistente. NIENTE DI TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO, ANZI CON I NUOVI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (PII) ADOTTATI AVREMO 86.000 METRI CUBI DI FABBRICATI UTILIZZANDO 157.000 METRI QUADRATI DI AREA AGRICOLA
ALL’ASSESSORE GIARDINO che questa amministrazione, paralizzata dalle beghe interne ai suoi componenti, non ha una visione generale della città (4 anni per arrivare, forse, ad una bozza di proposta di PGT!), né una consapevolezza dell’impatto ambientale delle trasformazioni territoriali, utilizzando in modo improprio i Programmi Integrati di Intervento. Dopo aver completato buona parte delle aree intercluse nell’abitato, è tempo di puntare esclusivamente sul recupero dei volumi esistenti
AI CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA CHE SI AMMINISTRA UNA CITTA’ PER E CON TUTTI I SUOI CITTADINI. Mai a memoria di Desenzanesi si è assistito alla militarizzazione di un consiglio comunale, dovuta ad una strategia di tensione creata ad arte per impedire la democratica e pacifica partecipazione di cittadini che nonostante raccolte firme e centinaia di lettere non hanno ricevuto alcuna risposta. Il centrodestra si trincera dietro la “risicata” forza numerica, nella logica che chi ha i numeri fa quel che gli piace e vuole, senza alcun confronto non solo con l’opposizione, ma neppure coi cittadini. La maggioranza è logorata da continue beghe interne, basti pensare ai molteplici rinvii di consigli comunali o commissioni per mancanza di numero legale; è una maggioranza diversa da quella uscita dal voto amministrativo; è una maggioranza che dimostra ogni giorno di non saper governare la città.
SIAMO CONTRARI
AL PII GREZZE : quasi 200 appartamenti di edilizia libera al posto di 81.000 mq di campagna, in cambio di una scuola elementare, necessaria ma non urgente, collocata in una zona umida che il PRG salvaguarda, assai decentrata rispetto al quartiere, tra la tangenziale e una nuova strada di ingresso a Desenzano che porterà ulteriore traffico.
AL PII DELLE TASSERE: circa 150 appartamenti di edilizia libera al posto di 76.500 mq di campagna, in cambio di un nuovo lungolago a Desenzano, 700 m per una spesa di 5 milioni di euro. Un’opera di riempimento a lago, con piattaforme che escono fino a 35 metri, stravolgendo l’attuale linea di costa ed eliminando spiaggette storiche. Non è così che si rilancia il turismo e si risolve il problema del lungolago, che è dato dalla presenza della strada!
AL PII COLOMBARE DI CASTIGLIONE: il PRG vigente prevedeva 5300 metri quadri a destinazione artigianale, il PII adottato ne prevede 7.000 di commerciale-direzionale (non ben specificato), tra la strada che porta al Mercatone ed il cavalcavia, dove potranno essere realizzati negozi, di cui non è dato sapere la superficie (un altro piccolo centro commerciale in periferia?). Nessun intervento significativo per la vita degli abitanti del quartiere né alcun intervento di riqualificazione della zona (eppure i residenti avevano chiesto un collegamento ciclo-pedonale con la Chiesa dell’Autostrada e un’area verde).
NOI SIAMO CONTRARI A QUESTO MODO DI PROCEDERE, A ULTERIORE CONSUMO DI TERRITORIO, AD UN’ECONOMIA CHE RUOTI SOLO ATTORNO AL “MATTONE”
CONTINUEREMO QUINDI AD OPPORCI, COINVOLGENDO I CITTADINI NELLE SCELTE CHE LI RIGUARDANO.
PER QUESTO MOTIVO INTENDIAMO PROMUOVERE UNA CAMPAGNA REFERENDARIA CONTRO QUESTE DECISIONI URBANISTICHE
I consiglieri di Centrosinistra
Rodolfo Bertoni,Rosa Leso, Maurizio Maffi, Maria Vittoria Papa, Fiorenzo Pienazza, Giuseppe Savasi, Maurizio Tira
NOI SIAMO FERMAMENTE CONTRARI A TALE DECISIONE E SI E’ OPPOSTO CON NOI ANCHE IL CONSIGLIERE PAOLO BARZIZA.
VORREMMO RICORDARE:
AL SIGNOR SINDACO che i cittadini nel 2007 l’ hanno votato sulla base di un programma che esprimeva la volontà di non consumare ulteriore territorio, che intendeva valorizzare l’entroterra ed il suo peculiare paesaggio, che riteneva doveroso recuperare l’esistente. NIENTE DI TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO, ANZI CON I NUOVI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (PII) ADOTTATI AVREMO 86.000 METRI CUBI DI FABBRICATI UTILIZZANDO 157.000 METRI QUADRATI DI AREA AGRICOLA
ALL’ASSESSORE GIARDINO che questa amministrazione, paralizzata dalle beghe interne ai suoi componenti, non ha una visione generale della città (4 anni per arrivare, forse, ad una bozza di proposta di PGT!), né una consapevolezza dell’impatto ambientale delle trasformazioni territoriali, utilizzando in modo improprio i Programmi Integrati di Intervento. Dopo aver completato buona parte delle aree intercluse nell’abitato, è tempo di puntare esclusivamente sul recupero dei volumi esistenti
AI CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA CHE SI AMMINISTRA UNA CITTA’ PER E CON TUTTI I SUOI CITTADINI. Mai a memoria di Desenzanesi si è assistito alla militarizzazione di un consiglio comunale, dovuta ad una strategia di tensione creata ad arte per impedire la democratica e pacifica partecipazione di cittadini che nonostante raccolte firme e centinaia di lettere non hanno ricevuto alcuna risposta. Il centrodestra si trincera dietro la “risicata” forza numerica, nella logica che chi ha i numeri fa quel che gli piace e vuole, senza alcun confronto non solo con l’opposizione, ma neppure coi cittadini. La maggioranza è logorata da continue beghe interne, basti pensare ai molteplici rinvii di consigli comunali o commissioni per mancanza di numero legale; è una maggioranza diversa da quella uscita dal voto amministrativo; è una maggioranza che dimostra ogni giorno di non saper governare la città.
SIAMO CONTRARI
AL PII GREZZE : quasi 200 appartamenti di edilizia libera al posto di 81.000 mq di campagna, in cambio di una scuola elementare, necessaria ma non urgente, collocata in una zona umida che il PRG salvaguarda, assai decentrata rispetto al quartiere, tra la tangenziale e una nuova strada di ingresso a Desenzano che porterà ulteriore traffico.
AL PII DELLE TASSERE: circa 150 appartamenti di edilizia libera al posto di 76.500 mq di campagna, in cambio di un nuovo lungolago a Desenzano, 700 m per una spesa di 5 milioni di euro. Un’opera di riempimento a lago, con piattaforme che escono fino a 35 metri, stravolgendo l’attuale linea di costa ed eliminando spiaggette storiche. Non è così che si rilancia il turismo e si risolve il problema del lungolago, che è dato dalla presenza della strada!
AL PII COLOMBARE DI CASTIGLIONE: il PRG vigente prevedeva 5300 metri quadri a destinazione artigianale, il PII adottato ne prevede 7.000 di commerciale-direzionale (non ben specificato), tra la strada che porta al Mercatone ed il cavalcavia, dove potranno essere realizzati negozi, di cui non è dato sapere la superficie (un altro piccolo centro commerciale in periferia?). Nessun intervento significativo per la vita degli abitanti del quartiere né alcun intervento di riqualificazione della zona (eppure i residenti avevano chiesto un collegamento ciclo-pedonale con la Chiesa dell’Autostrada e un’area verde).
NOI SIAMO CONTRARI A QUESTO MODO DI PROCEDERE, A ULTERIORE CONSUMO DI TERRITORIO, AD UN’ECONOMIA CHE RUOTI SOLO ATTORNO AL “MATTONE”
CONTINUEREMO QUINDI AD OPPORCI, COINVOLGENDO I CITTADINI NELLE SCELTE CHE LI RIGUARDANO.
PER QUESTO MOTIVO INTENDIAMO PROMUOVERE UNA CAMPAGNA REFERENDARIA CONTRO QUESTE DECISIONI URBANISTICHE
I consiglieri di Centrosinistra
Rodolfo Bertoni,Rosa Leso, Maurizio Maffi, Maria Vittoria Papa, Fiorenzo Pienazza, Giuseppe Savasi, Maurizio Tira
martedì 12 luglio 2011
DESENZANO la nuova scuola elementare non sarà a «chilometri zero»
Prima ancora di nascere, la futura scuola elementare delle Grezze, il cui progetto fa parte del piano integrato approvato tra le polemiche dal Consiglio comunale giovedì sera, sta nettamente dividendo Desenzano tra favorevoli e contrari.
INNANZITUTTO si contesta la collocazione, in un'area che adesso è aperta campagna, vicino alla tangenziale, lontana dall'abitato, in posizione periferica rispetto allo stesso quartiere delle Grezze. Attualmente, attorno all'area, non ci sono case nel raggio di circa un chilometro. Per molti genitori e bambini, i tempi di percorrenza si allungherebbero sensibilmente, senza contare che il servizio pedibus non avrebbe facile soluzione.
La scuola, nell'ipotesi per ora sul tavolo, avrebbe cinque sezioni, senza la palestra, al costo preventivato di 5 milioni di euro, con attorno un nuovo futuro insediamento abitativo di quasi 45 mila metri cubi.
Proprio in cambio del permesso di costruire case, i privati finanzierebbero la scuola. E questo per la Giunta comunale è un punto a favore: i soldi li mette il privato.
Ma sulla futura scuola, oltre a interrogativi anche di tipo ambientale (siamo vicini a una zona umida), pende la spada di Damocle di un referendum popolare, ma anche di un suo annullamento per vizi urbanistici e ambientali, di cui hanno parlato i consiglieri comunali Maurizio Tira, Rodolfo Bertoni e Paolo Barziza.
IN CONSIGLIO COMUNALE, Rosa Leso del Pd, ha fatto un discorso di fondo: «C'è di sicuro bisogno di strutture scolastiche a Desenzano - ha detto - ma è sbagliato il metodo con cui si vuole realizzarla. Non è possibile sacrificare altro terreno agricolo, individuando per la scuola una zona assai decentrata, con notevole traffico intorno, senza che passi il bus urbano e a un chilometro e mezzo dalle abitazioni più vicine». [...]
fonte bresciaoggi.it
INNANZITUTTO si contesta la collocazione, in un'area che adesso è aperta campagna, vicino alla tangenziale, lontana dall'abitato, in posizione periferica rispetto allo stesso quartiere delle Grezze. Attualmente, attorno all'area, non ci sono case nel raggio di circa un chilometro. Per molti genitori e bambini, i tempi di percorrenza si allungherebbero sensibilmente, senza contare che il servizio pedibus non avrebbe facile soluzione.
La scuola, nell'ipotesi per ora sul tavolo, avrebbe cinque sezioni, senza la palestra, al costo preventivato di 5 milioni di euro, con attorno un nuovo futuro insediamento abitativo di quasi 45 mila metri cubi.
Proprio in cambio del permesso di costruire case, i privati finanzierebbero la scuola. E questo per la Giunta comunale è un punto a favore: i soldi li mette il privato.
Ma sulla futura scuola, oltre a interrogativi anche di tipo ambientale (siamo vicini a una zona umida), pende la spada di Damocle di un referendum popolare, ma anche di un suo annullamento per vizi urbanistici e ambientali, di cui hanno parlato i consiglieri comunali Maurizio Tira, Rodolfo Bertoni e Paolo Barziza.
IN CONSIGLIO COMUNALE, Rosa Leso del Pd, ha fatto un discorso di fondo: «C'è di sicuro bisogno di strutture scolastiche a Desenzano - ha detto - ma è sbagliato il metodo con cui si vuole realizzarla. Non è possibile sacrificare altro terreno agricolo, individuando per la scuola una zona assai decentrata, con notevole traffico intorno, senza che passi il bus urbano e a un chilometro e mezzo dalle abitazioni più vicine». [...]
fonte bresciaoggi.it
lunedì 11 luglio 2011
DESENZANO colata di cemento in arrivo grazie al centro-destra
Come anticipato, i due controversi piani edilizi delle Grezze e delle Tassere sono stati approvati poco prima dell'alba di venerdì 8 luglio, al termine di un Consiglio comunale che passerà agli annali per la massiccia presenza delle forze dell'ordine: oltre alla Polizia locale anche quella di Stato, con numerosi agenti in divisa e in borghese, oltre a un drappello di Carabinieri. La Giunta comunale, infatti, alla vigilia temeva contestazioni, In realtà c'è stato solo un ironico applauso dopo l'esito della votazione finale da parte di un gruppo di cittadini, che per un applauso sono stati fatti espellere dalla forza pubblica. Un fatto che a Desenzano ha ben pochi precedenti.
Alta era del resto la posta in gioco: un totale di circa 500 appartamenti da costruire, una nuova scuola (progetto contestato, soprattutto per l'ubicazione lontana dall'abitato), la ristrutturazione del lungolago, con eliminazione della spiaggia Feltrinelli (altro punto molto controverso). L'esito del voto era per altro scontato, perché la maggioranza di centrodestra è riuscita a ritrovare la compattezza e i «numeri»: 11 voti a favore, 8 contrari del centrosinistra e dell'indipendente ex Pdl Paolo Barziza, e l'astensione a sorpresa dei 2 della Lega, hanno determinato l'approvazione del Piano delle Grezze (alle 2.15 del mattino) e del piano integrato delle Tassere (alle 3 di notte), quando già il centrosinistra aveva abbandonato l'aula per protesta, seguito poco dopo da Barziza. Il quale dopo aver argomentato la sua contrarietà ai piani edilizi, è uscito con un'ultima dichiarazione: «Eliminare la spiaggia Feltrinelli - ha detto - sarebbe uno dei più gravi sfregi che Desenzano abbia mai subito».
Ma su entrambi i piani approvati pende una doppia spada di Damocle per presunti vizi di legittimità e di tipo urbanistico, come hanno sottolineato Tira e Bertoni (centrosinistra) e Barziza (indipendente), senza contare inoltre i referendum popolari che il centrosinistra e la Lega hanno già preannunciato di indire.
Soddisfatto invece l'assessore all'Urbanistica Tommaso Giardino: «Sono sereno e voglio esprimere la mia piena soddisfazione per il risultato raggiunto, che ci consente di concretizzare un lavoro durato due anni ed offrire così alla città una scuola, la riqualificazione di un'area dismessa, la sistemazione e l'abbellimento del lungolago».
di Maurizio Toscano, Fonte: Bresciaoggi.it
Alta era del resto la posta in gioco: un totale di circa 500 appartamenti da costruire, una nuova scuola (progetto contestato, soprattutto per l'ubicazione lontana dall'abitato), la ristrutturazione del lungolago, con eliminazione della spiaggia Feltrinelli (altro punto molto controverso). L'esito del voto era per altro scontato, perché la maggioranza di centrodestra è riuscita a ritrovare la compattezza e i «numeri»: 11 voti a favore, 8 contrari del centrosinistra e dell'indipendente ex Pdl Paolo Barziza, e l'astensione a sorpresa dei 2 della Lega, hanno determinato l'approvazione del Piano delle Grezze (alle 2.15 del mattino) e del piano integrato delle Tassere (alle 3 di notte), quando già il centrosinistra aveva abbandonato l'aula per protesta, seguito poco dopo da Barziza. Il quale dopo aver argomentato la sua contrarietà ai piani edilizi, è uscito con un'ultima dichiarazione: «Eliminare la spiaggia Feltrinelli - ha detto - sarebbe uno dei più gravi sfregi che Desenzano abbia mai subito».
Ma su entrambi i piani approvati pende una doppia spada di Damocle per presunti vizi di legittimità e di tipo urbanistico, come hanno sottolineato Tira e Bertoni (centrosinistra) e Barziza (indipendente), senza contare inoltre i referendum popolari che il centrosinistra e la Lega hanno già preannunciato di indire.
Soddisfatto invece l'assessore all'Urbanistica Tommaso Giardino: «Sono sereno e voglio esprimere la mia piena soddisfazione per il risultato raggiunto, che ci consente di concretizzare un lavoro durato due anni ed offrire così alla città una scuola, la riqualificazione di un'area dismessa, la sistemazione e l'abbellimento del lungolago».
di Maurizio Toscano, Fonte: Bresciaoggi.it
giovedì 7 luglio 2011
lunedì 4 luglio 2011
mercoledì 29 giugno 2011
DESENZANO Lite e spari al ristorante uccide il lavapiatti 19enne
Un diciannovenne freddato subito dopo essersi licenziato: un giovane marocchino, da sei anni in Italia e in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno, riverso senza vita sul tappeto della veranda del Gattopardo, il ristorante del lungolago Cesare Battisti di Desenzano proprio accanto alla banca rapinata la scorsa settimana. Cinque colpi, forse sei, che Gioacchino Farruggio, padre del titolare del locale, ha sparato dopo aver ricevuto la visita del giovane marocchino e di V.D.G, 41 anni (la polizia ha preferito non rendere noto le generalità complete della donna), consulente del lavoro che doveva curare la cessazione del rapporto tra le due parti.
PER IMAD El Kaalouli non c'è stato nulla da fare: il lavoro dei soccorritori, gli occhi carichi di speranza mista ad angoscia dei bagnanti attirati dagli spari e assiepati a una ventina di metri dal corpo del nordafricano, non sono bastati per consentirgli di vincere la battaglia con la morte. Il giovane, da cinque mesi lavapiatti nel ristorante desenzanese, ha cessato di vivere attorno alle 17 quando il suo cuore ha ceduto definitivamente all'emorragia provocata dai proiettili esplosi da una calibro 7.65 illegalmente detenuta dall'omicida, un uomo di 46 anni appena compiuti e padre del titolare dell'esercizio pubblico, Giuseppe Farruggio.
La tragedia che ha scosso Desenzano in un tradizionale pomeriggio estivo è andata in scena attorno alle 16.15: Imaad, lavapiatti del ristorante, ha un colloquio con Gioacchino Farruggio per definire la cessazione del proprio rapporto di lavoro. A quanto pare il ragazzo straniero avrebbe chiesto quanto gli spettava rimarcando la sua volontà di smettere di lavorare alla fine del mese, in piena stagione estiva.
Al tavolo, oltre al 46enne siciliano, c'era anche la consulente del lavoro, necessaria per espletare le pratiche tecniche delle dimissioni. Seduti in un tavolo all'interno, i tre parlano, gli animi si scaldano e non è dato sapere se l'accordo venga raggiunto.
Ad un certo punto la svolta, violenta e tragica: Imaad si alza, accanto a lui la consulente, con l'intenzione di andare verso il suo motorino beige parcheggiato in strada, fronte lago. Qualche ora di riposo, forse proprio in spiaggia, prima di rimettersi al lavoro per il servizio serale. Improvvisamente, tra l'interno e l'esterno del Gattopardo, vengono esplosi cinque, forse sei, colpi di pistola che raggiungono il diciannovenne alla schiena facendolo crollare all'esterno, sotto la veranda che protegge i tavolini dal sole. Un colpo, di rimbalzo, ferisce lievemente la consulente del lavoro che in seguito sarà trasportata all'ospedale di Desenzano con una ferita non grave. Per Imaad El Kaalouli invece i sogni di una vita italiana svaniscono in un convulso tentativo di rianimazione.
PER IMAD El Kaalouli non c'è stato nulla da fare: il lavoro dei soccorritori, gli occhi carichi di speranza mista ad angoscia dei bagnanti attirati dagli spari e assiepati a una ventina di metri dal corpo del nordafricano, non sono bastati per consentirgli di vincere la battaglia con la morte. Il giovane, da cinque mesi lavapiatti nel ristorante desenzanese, ha cessato di vivere attorno alle 17 quando il suo cuore ha ceduto definitivamente all'emorragia provocata dai proiettili esplosi da una calibro 7.65 illegalmente detenuta dall'omicida, un uomo di 46 anni appena compiuti e padre del titolare dell'esercizio pubblico, Giuseppe Farruggio.
La tragedia che ha scosso Desenzano in un tradizionale pomeriggio estivo è andata in scena attorno alle 16.15: Imaad, lavapiatti del ristorante, ha un colloquio con Gioacchino Farruggio per definire la cessazione del proprio rapporto di lavoro. A quanto pare il ragazzo straniero avrebbe chiesto quanto gli spettava rimarcando la sua volontà di smettere di lavorare alla fine del mese, in piena stagione estiva.
Al tavolo, oltre al 46enne siciliano, c'era anche la consulente del lavoro, necessaria per espletare le pratiche tecniche delle dimissioni. Seduti in un tavolo all'interno, i tre parlano, gli animi si scaldano e non è dato sapere se l'accordo venga raggiunto.
Ad un certo punto la svolta, violenta e tragica: Imaad si alza, accanto a lui la consulente, con l'intenzione di andare verso il suo motorino beige parcheggiato in strada, fronte lago. Qualche ora di riposo, forse proprio in spiaggia, prima di rimettersi al lavoro per il servizio serale. Improvvisamente, tra l'interno e l'esterno del Gattopardo, vengono esplosi cinque, forse sei, colpi di pistola che raggiungono il diciannovenne alla schiena facendolo crollare all'esterno, sotto la veranda che protegge i tavolini dal sole. Un colpo, di rimbalzo, ferisce lievemente la consulente del lavoro che in seguito sarà trasportata all'ospedale di Desenzano con una ferita non grave. Per Imaad El Kaalouli invece i sogni di una vita italiana svaniscono in un convulso tentativo di rianimazione.
martedì 28 giugno 2011
Lele Mora, dalla «dolce vita» al declino del Garda dei vip
Ha conosciuto le due stagioni del lago di Garda: quella, gloriosa, del Sesto Senso come discoteca dei vip degli anni '80 e quella, più recente e con meno lustrini, legata ad una tardiva e fallimentare operazione di rilancio dell'ex Biblò, rinato per morire subito dopo con il nome di Lele Mora House. Un'insegna che doveva essere garanzia di successo, un nome che poteva essere passaporto per il popolo della notte verso il mondo dello showbiz.
Dario «Lele» Mora non è stata una presenza inosservata a Desenzano quando la cittadina gardesana era l'epicentro della movida del nord Italia e non solo: prova ne è il fatto che l'ex parrucchiere veronese, arrestato l'altra sera a Milano per il reato di bancarotta fraudolenta, fu manager tra gli altri di Jerry Calà (uno dei primi soci del Sesto Senso, oggi, ne riferiamo nella pagina del Garda, locale destinato a scomparire definitivamente) e Luisa Corna poi. I frequentatori della discoteca cult degli anni '80, oggi più che cinquantenni, lo ricordano alle prime armi, capello lungo e sguardo furbo, sempre vicino a chi brillava della luce più luminosa. Di lì a poco avrebbe creato un impero da cui passò mezzo mondo televisivo italiano.
Proprio a Desenzano, vent'anni dopo, il manager veronese con quartier generale a Milano tornò alla ribalta per riaccendere le notti che furono riportando in auge l'ex Biblò con il nome «Lele Mora House»: per questo motivo con alcuni soci mantovani e con l'aiuto dell'amico e imprenditore desenzanese Leo Peschiera si avvicinò al Backstage (quel che restava, appunto, del Biblò). «Questa di Desenzano sarà la prima Lele Mora House d'Italia ma ne seguiranno molte altre», ripeteva incessantemente e, almeno all'inizio, i numeri furono dalla sua parte.
Il locale aprì il 3 aprile del 2008: su via Dal Molin c'erano auto di ogni genere, vigili e gestire la viabilità, fotografi e paparazzi. Del resto tra i privè extralusso, il bancone del bar e i divani a bordo pista i numeri 1 dello spettacolo non mancavano. Si ricordano per esempio l'amico di sempre Jerry Calà, quindi Wanna Marchi, l'attaccante brasiliano del Bologna Martin Adailton, la modella Barbara Fagioli così come i calciatori Eugenio Corini, Victor Obinna, Luciano Eriberto e Sergio Pellissier. Poco dopo anche il Brescia di Serse Cosmi fu ospite per una serata all'insegna dei colori biancazzurri. Tutti «conquistati» dal locale destinato a fare tendenza, punto di contatti tra il mondo vip e coloro che, senza nascondere ambizioni e velleità, avrebbero voluto farne parte.
Tra calciatori e starlette la regina del Lele Mora House è stata senza dubbio Paris Hilton: l'ereditiera inglese con una vocazione artistica mai nascosta brindò con il manager veronese in un privè che pullulava di fotografi. Biglietto da visita di una discoteca sempre più in rampa di lancio ma che si ritrovò, in un attimo, catapultata in fondo al burrone da un incendio doloso il 24 aprile, a tre settimane dall'apertura. Quella mattina, Lele Mora, fu assolto per Vallettopoli, ma non potè festeggiare: i danni al locale, seppur limitati, portarono ad un improvviso stop. Alla riapertura, i vip avevano cambiato «giro». Pochi sabati e la definitiva chiusura. E fu il declino per l'ultimo Lele Mora gardesano.
Daniele Bonetti - fonte: Bresciaoggi.it
Dario «Lele» Mora non è stata una presenza inosservata a Desenzano quando la cittadina gardesana era l'epicentro della movida del nord Italia e non solo: prova ne è il fatto che l'ex parrucchiere veronese, arrestato l'altra sera a Milano per il reato di bancarotta fraudolenta, fu manager tra gli altri di Jerry Calà (uno dei primi soci del Sesto Senso, oggi, ne riferiamo nella pagina del Garda, locale destinato a scomparire definitivamente) e Luisa Corna poi. I frequentatori della discoteca cult degli anni '80, oggi più che cinquantenni, lo ricordano alle prime armi, capello lungo e sguardo furbo, sempre vicino a chi brillava della luce più luminosa. Di lì a poco avrebbe creato un impero da cui passò mezzo mondo televisivo italiano.
Proprio a Desenzano, vent'anni dopo, il manager veronese con quartier generale a Milano tornò alla ribalta per riaccendere le notti che furono riportando in auge l'ex Biblò con il nome «Lele Mora House»: per questo motivo con alcuni soci mantovani e con l'aiuto dell'amico e imprenditore desenzanese Leo Peschiera si avvicinò al Backstage (quel che restava, appunto, del Biblò). «Questa di Desenzano sarà la prima Lele Mora House d'Italia ma ne seguiranno molte altre», ripeteva incessantemente e, almeno all'inizio, i numeri furono dalla sua parte.
Il locale aprì il 3 aprile del 2008: su via Dal Molin c'erano auto di ogni genere, vigili e gestire la viabilità, fotografi e paparazzi. Del resto tra i privè extralusso, il bancone del bar e i divani a bordo pista i numeri 1 dello spettacolo non mancavano. Si ricordano per esempio l'amico di sempre Jerry Calà, quindi Wanna Marchi, l'attaccante brasiliano del Bologna Martin Adailton, la modella Barbara Fagioli così come i calciatori Eugenio Corini, Victor Obinna, Luciano Eriberto e Sergio Pellissier. Poco dopo anche il Brescia di Serse Cosmi fu ospite per una serata all'insegna dei colori biancazzurri. Tutti «conquistati» dal locale destinato a fare tendenza, punto di contatti tra il mondo vip e coloro che, senza nascondere ambizioni e velleità, avrebbero voluto farne parte.
Tra calciatori e starlette la regina del Lele Mora House è stata senza dubbio Paris Hilton: l'ereditiera inglese con una vocazione artistica mai nascosta brindò con il manager veronese in un privè che pullulava di fotografi. Biglietto da visita di una discoteca sempre più in rampa di lancio ma che si ritrovò, in un attimo, catapultata in fondo al burrone da un incendio doloso il 24 aprile, a tre settimane dall'apertura. Quella mattina, Lele Mora, fu assolto per Vallettopoli, ma non potè festeggiare: i danni al locale, seppur limitati, portarono ad un improvviso stop. Alla riapertura, i vip avevano cambiato «giro». Pochi sabati e la definitiva chiusura. E fu il declino per l'ultimo Lele Mora gardesano.
Daniele Bonetti - fonte: Bresciaoggi.it
domenica 5 giugno 2011
DESENZANO: piano di governo del territorio, questo sconosciuto
L’Amministrazione comunale di Desenzano del Garda afferma di voler portare in adozione il Piano di governo del territorio, dopo quattro anni dal suo insediamento. Il 2 maggio la giunta comunale ha preso atto della seconda bozza del Piano di Governo del Territorio, consegnata dai progettisti! Il materiale depositato è ancora parziale, mancano le norme del Documento di Piano; il Piano delle regole ed il Piano dei servizi sono solo parzialmente evocati dai contenuti delle tavole. Difficile immaginare che l’amministrazione possa impostare un percorso di condivisione e discussione - come meriterebbe un tale strumento - se si vuole andare ad adozione entro la scadenza indicata dalla Regione Lombardia, il 30 settembre prossimo. Dal materiale a disposizione si possono quindi trarre solo alcune informazioni.
La prima: gli abitanti stimati dalle trasformazioni territoriali interne ed esterne alla città consolidata sono 3500, aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’attuazione del PRG vigente.
Questa cifra si ottiene con un parametro di 175 metri cubi per abitante negli ambiti esterni. Se si utilizzasse il più comune parametro di 150 metri cubi per abitante, la cifra aumenterebbe ancora di oltre 200 unità. Inoltre non sono conteggiati gli abitanti aggiuntivi che potrebbero insediarsi a seguito di recuperi o incrementi volumetrici nelle zone residenziali consolidate.
La crescita prevista dal PGT è quindi quasi doppia di quella prevista dal PRG, approvato nel 2006 e non ancora del tutto completato (la valutazione ambientale strategica lo dichiara completato al 78%).
Un secondo elemento sono le scelte dei grandi poli di trasformazione residenziale.
I tre più grandi sono: quello delle Grezze (ATR/PII 2), quello della Cremaschina/Maiolo di sotto (ATR/PII 6 e AT5) e quello delle Tassere (ATR/PII 4). In essi si concentra quasi il 23% delle nuove residenze, in tre ambiti molto decentrati rispetto ai centri principali ed ai relativi servizi!
Inoltre si tratti di ambiti che l’Amministrazione vuole approvare PRIMA dell’adozione del PGT, con l’adozione di due di questi nella seduta del 30 maggio 2011.
Si tratta di un’operazione metodologicamente sbagliata: anticipare l’adozione delle previsioni più rilevanti del piano prima del piano significa astrarle da un contesto più ampio di regole generali, intaccare aree agricole spacciando per “intercluse” aree che non lo sono, eludere l’obbligatoria dinamica partecipativa che la Legge 12 del 2005 impone prima dell’adozione del PGT!
Un terzo elemento sono le trasformazioni non residenziali, in particolare il vastissimo ambito dove è prevista l’applicazione dello Sportello unico per le attività produttive, nella fattispecie terziarie e ricettive, su una superficie di 85.000 metri quadrati a Monte Alto. L’esito sarà definito solo con l’approvazione dello strumento attuativo per cui si può solo immaginare cosa sorgerà (la tavola da indicazioni molto di massima).
Un quarto elemento è costituito da alcune altre previsioni importanti, che però rimangono sotto traccia, in quanto la documentazione illustra soprattutto le scelte di trasformazioni fuori dal perimetro del tessuto urbano consolidato.
Mi riferisco all’area a lago dove è previsto uno “sportello unico” per destinazione alberghiera di oltre 8000 metri quadrati di superficie, su viale Motta, accanto all’Idroscalo; ai previsti ampliamenti dei porti di Desenzano de Rivoltella, alla riduzione della superficie del Piano per edilizia economico popolare della Cremasca. La Valutazione Ambientale Strategica non merita grandi commenti. Tuttavia un’indicazione ne emerge: l’ambito di trasformazione delle Grezze, quello che dovrebbe consentire la realizzazione di una nuova scuola (in posizione non idonea), è di gran lunga il più impattante di tutti quelli contenuti nel PGT (in una scala da 1 a 13 vale 13!). Il Piano territoriale regionale e il Piano di Indirizzo forestale prevedono infatti forti tutele nelle aree tra la ferrovia e la tangenziale: ad esempio aree di ricostituzione ambientale, un contorno di boschi e parchi urbani e periurbani ad arginare l’insediamento esistente.
In sintesi, con la documentazione finora disponibile, si ricostruiscono solo le scelte più grandi che l’Amministrazione sta anticipando con i Programmi Integrati di Intervento e rimangono ancora oscure, forse perché non sono ben definite, molte altre scelte.
Sarebbe tempo di iniziare un confronto aperto su tutte le scelte del PGT!
Tuttavia non si coglie nessuna volontà di arrestare l’utilizzo di nuove aree per spingere decisamente verso il recupero dell’esistente. Anzi si giustifica anacronisticamente la crescita delle aree residenziali con la previsione della continuità della crescita demografica, in contrasto con le prescrizioni degli strumenti di pianificazione sovra comunale (dal Piano paesistico regionale al Piano provinciale), i quali disegnano uno scenario di sviluppo e di vincoli per il territorio dei laghi insubrici che è chiaramente legato alla promozione dei valori territoriali e ambientali.
Prof. Ing. Maurizio Tira
Consigliere comunale “Lista Pienazza” – Desenzano del Garda
La prima: gli abitanti stimati dalle trasformazioni territoriali interne ed esterne alla città consolidata sono 3500, aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’attuazione del PRG vigente.
Questa cifra si ottiene con un parametro di 175 metri cubi per abitante negli ambiti esterni. Se si utilizzasse il più comune parametro di 150 metri cubi per abitante, la cifra aumenterebbe ancora di oltre 200 unità. Inoltre non sono conteggiati gli abitanti aggiuntivi che potrebbero insediarsi a seguito di recuperi o incrementi volumetrici nelle zone residenziali consolidate.
La crescita prevista dal PGT è quindi quasi doppia di quella prevista dal PRG, approvato nel 2006 e non ancora del tutto completato (la valutazione ambientale strategica lo dichiara completato al 78%).
Un secondo elemento sono le scelte dei grandi poli di trasformazione residenziale.
I tre più grandi sono: quello delle Grezze (ATR/PII 2), quello della Cremaschina/Maiolo di sotto (ATR/PII 6 e AT5) e quello delle Tassere (ATR/PII 4). In essi si concentra quasi il 23% delle nuove residenze, in tre ambiti molto decentrati rispetto ai centri principali ed ai relativi servizi!
Inoltre si tratti di ambiti che l’Amministrazione vuole approvare PRIMA dell’adozione del PGT, con l’adozione di due di questi nella seduta del 30 maggio 2011.
Si tratta di un’operazione metodologicamente sbagliata: anticipare l’adozione delle previsioni più rilevanti del piano prima del piano significa astrarle da un contesto più ampio di regole generali, intaccare aree agricole spacciando per “intercluse” aree che non lo sono, eludere l’obbligatoria dinamica partecipativa che la Legge 12 del 2005 impone prima dell’adozione del PGT!
Un terzo elemento sono le trasformazioni non residenziali, in particolare il vastissimo ambito dove è prevista l’applicazione dello Sportello unico per le attività produttive, nella fattispecie terziarie e ricettive, su una superficie di 85.000 metri quadrati a Monte Alto. L’esito sarà definito solo con l’approvazione dello strumento attuativo per cui si può solo immaginare cosa sorgerà (la tavola da indicazioni molto di massima).
Un quarto elemento è costituito da alcune altre previsioni importanti, che però rimangono sotto traccia, in quanto la documentazione illustra soprattutto le scelte di trasformazioni fuori dal perimetro del tessuto urbano consolidato.
Mi riferisco all’area a lago dove è previsto uno “sportello unico” per destinazione alberghiera di oltre 8000 metri quadrati di superficie, su viale Motta, accanto all’Idroscalo; ai previsti ampliamenti dei porti di Desenzano de Rivoltella, alla riduzione della superficie del Piano per edilizia economico popolare della Cremasca. La Valutazione Ambientale Strategica non merita grandi commenti. Tuttavia un’indicazione ne emerge: l’ambito di trasformazione delle Grezze, quello che dovrebbe consentire la realizzazione di una nuova scuola (in posizione non idonea), è di gran lunga il più impattante di tutti quelli contenuti nel PGT (in una scala da 1 a 13 vale 13!). Il Piano territoriale regionale e il Piano di Indirizzo forestale prevedono infatti forti tutele nelle aree tra la ferrovia e la tangenziale: ad esempio aree di ricostituzione ambientale, un contorno di boschi e parchi urbani e periurbani ad arginare l’insediamento esistente.
In sintesi, con la documentazione finora disponibile, si ricostruiscono solo le scelte più grandi che l’Amministrazione sta anticipando con i Programmi Integrati di Intervento e rimangono ancora oscure, forse perché non sono ben definite, molte altre scelte.
Sarebbe tempo di iniziare un confronto aperto su tutte le scelte del PGT!
Tuttavia non si coglie nessuna volontà di arrestare l’utilizzo di nuove aree per spingere decisamente verso il recupero dell’esistente. Anzi si giustifica anacronisticamente la crescita delle aree residenziali con la previsione della continuità della crescita demografica, in contrasto con le prescrizioni degli strumenti di pianificazione sovra comunale (dal Piano paesistico regionale al Piano provinciale), i quali disegnano uno scenario di sviluppo e di vincoli per il territorio dei laghi insubrici che è chiaramente legato alla promozione dei valori territoriali e ambientali.
Prof. Ing. Maurizio Tira
Consigliere comunale “Lista Pienazza” – Desenzano del Garda
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