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giovedì 15 marzo 2012
Consumo di suolo: intervista a Francesco Prina, cons. pd in regione
Consumo di suolo? Ne abbiamo parlato ieri in diretta web con Francesco Prina. Ecco il video:
mercoledì 27 luglio 2011
2 Agosto: presidio sotto il comune di Lonato per salvare la ValSorda
venerdì 15 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
DESENZANO lettera aperta ai cittadini, salviamo il nostro territorio
il Consiglio Comunale del 7 luglio 2011, con i soli voti dei consiglieri di centrodestra Anelli, Bernardini, Benedetti, Carretta, D’Arconte, Frosi, Malinverni, Maiolo, Merici, Mesar, Piona e con l’astensione dei consiglieri della Lega Formentini e Polloni ha adottato due grandi trasformazioni del nostro territorio agricolo e la cementificazione del nostro lago. Queste scelte urbanistiche avventate sono state giustificate con la necessità di opere pubbliche indispensabili (una nuova scuola elementare, il lungolago di Desenzano), al di fuori di qualsiasi programmazione urbanistica.
NOI SIAMO FERMAMENTE CONTRARI A TALE DECISIONE E SI E’ OPPOSTO CON NOI ANCHE IL CONSIGLIERE PAOLO BARZIZA.
VORREMMO RICORDARE:
AL SIGNOR SINDACO che i cittadini nel 2007 l’ hanno votato sulla base di un programma che esprimeva la volontà di non consumare ulteriore territorio, che intendeva valorizzare l’entroterra ed il suo peculiare paesaggio, che riteneva doveroso recuperare l’esistente. NIENTE DI TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO, ANZI CON I NUOVI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (PII) ADOTTATI AVREMO 86.000 METRI CUBI DI FABBRICATI UTILIZZANDO 157.000 METRI QUADRATI DI AREA AGRICOLA
ALL’ASSESSORE GIARDINO che questa amministrazione, paralizzata dalle beghe interne ai suoi componenti, non ha una visione generale della città (4 anni per arrivare, forse, ad una bozza di proposta di PGT!), né una consapevolezza dell’impatto ambientale delle trasformazioni territoriali, utilizzando in modo improprio i Programmi Integrati di Intervento. Dopo aver completato buona parte delle aree intercluse nell’abitato, è tempo di puntare esclusivamente sul recupero dei volumi esistenti
AI CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA CHE SI AMMINISTRA UNA CITTA’ PER E CON TUTTI I SUOI CITTADINI. Mai a memoria di Desenzanesi si è assistito alla militarizzazione di un consiglio comunale, dovuta ad una strategia di tensione creata ad arte per impedire la democratica e pacifica partecipazione di cittadini che nonostante raccolte firme e centinaia di lettere non hanno ricevuto alcuna risposta. Il centrodestra si trincera dietro la “risicata” forza numerica, nella logica che chi ha i numeri fa quel che gli piace e vuole, senza alcun confronto non solo con l’opposizione, ma neppure coi cittadini. La maggioranza è logorata da continue beghe interne, basti pensare ai molteplici rinvii di consigli comunali o commissioni per mancanza di numero legale; è una maggioranza diversa da quella uscita dal voto amministrativo; è una maggioranza che dimostra ogni giorno di non saper governare la città.
SIAMO CONTRARI
AL PII GREZZE : quasi 200 appartamenti di edilizia libera al posto di 81.000 mq di campagna, in cambio di una scuola elementare, necessaria ma non urgente, collocata in una zona umida che il PRG salvaguarda, assai decentrata rispetto al quartiere, tra la tangenziale e una nuova strada di ingresso a Desenzano che porterà ulteriore traffico.
AL PII DELLE TASSERE: circa 150 appartamenti di edilizia libera al posto di 76.500 mq di campagna, in cambio di un nuovo lungolago a Desenzano, 700 m per una spesa di 5 milioni di euro. Un’opera di riempimento a lago, con piattaforme che escono fino a 35 metri, stravolgendo l’attuale linea di costa ed eliminando spiaggette storiche. Non è così che si rilancia il turismo e si risolve il problema del lungolago, che è dato dalla presenza della strada!
AL PII COLOMBARE DI CASTIGLIONE: il PRG vigente prevedeva 5300 metri quadri a destinazione artigianale, il PII adottato ne prevede 7.000 di commerciale-direzionale (non ben specificato), tra la strada che porta al Mercatone ed il cavalcavia, dove potranno essere realizzati negozi, di cui non è dato sapere la superficie (un altro piccolo centro commerciale in periferia?). Nessun intervento significativo per la vita degli abitanti del quartiere né alcun intervento di riqualificazione della zona (eppure i residenti avevano chiesto un collegamento ciclo-pedonale con la Chiesa dell’Autostrada e un’area verde).
NOI SIAMO CONTRARI A QUESTO MODO DI PROCEDERE, A ULTERIORE CONSUMO DI TERRITORIO, AD UN’ECONOMIA CHE RUOTI SOLO ATTORNO AL “MATTONE”
CONTINUEREMO QUINDI AD OPPORCI, COINVOLGENDO I CITTADINI NELLE SCELTE CHE LI RIGUARDANO.
PER QUESTO MOTIVO INTENDIAMO PROMUOVERE UNA CAMPAGNA REFERENDARIA CONTRO QUESTE DECISIONI URBANISTICHE
I consiglieri di Centrosinistra
Rodolfo Bertoni,Rosa Leso, Maurizio Maffi, Maria Vittoria Papa, Fiorenzo Pienazza, Giuseppe Savasi, Maurizio Tira
NOI SIAMO FERMAMENTE CONTRARI A TALE DECISIONE E SI E’ OPPOSTO CON NOI ANCHE IL CONSIGLIERE PAOLO BARZIZA.
VORREMMO RICORDARE:
AL SIGNOR SINDACO che i cittadini nel 2007 l’ hanno votato sulla base di un programma che esprimeva la volontà di non consumare ulteriore territorio, che intendeva valorizzare l’entroterra ed il suo peculiare paesaggio, che riteneva doveroso recuperare l’esistente. NIENTE DI TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO, ANZI CON I NUOVI PROGRAMMI INTEGRATI DI INTERVENTO (PII) ADOTTATI AVREMO 86.000 METRI CUBI DI FABBRICATI UTILIZZANDO 157.000 METRI QUADRATI DI AREA AGRICOLA
ALL’ASSESSORE GIARDINO che questa amministrazione, paralizzata dalle beghe interne ai suoi componenti, non ha una visione generale della città (4 anni per arrivare, forse, ad una bozza di proposta di PGT!), né una consapevolezza dell’impatto ambientale delle trasformazioni territoriali, utilizzando in modo improprio i Programmi Integrati di Intervento. Dopo aver completato buona parte delle aree intercluse nell’abitato, è tempo di puntare esclusivamente sul recupero dei volumi esistenti
AI CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA CHE SI AMMINISTRA UNA CITTA’ PER E CON TUTTI I SUOI CITTADINI. Mai a memoria di Desenzanesi si è assistito alla militarizzazione di un consiglio comunale, dovuta ad una strategia di tensione creata ad arte per impedire la democratica e pacifica partecipazione di cittadini che nonostante raccolte firme e centinaia di lettere non hanno ricevuto alcuna risposta. Il centrodestra si trincera dietro la “risicata” forza numerica, nella logica che chi ha i numeri fa quel che gli piace e vuole, senza alcun confronto non solo con l’opposizione, ma neppure coi cittadini. La maggioranza è logorata da continue beghe interne, basti pensare ai molteplici rinvii di consigli comunali o commissioni per mancanza di numero legale; è una maggioranza diversa da quella uscita dal voto amministrativo; è una maggioranza che dimostra ogni giorno di non saper governare la città.
SIAMO CONTRARI
AL PII GREZZE : quasi 200 appartamenti di edilizia libera al posto di 81.000 mq di campagna, in cambio di una scuola elementare, necessaria ma non urgente, collocata in una zona umida che il PRG salvaguarda, assai decentrata rispetto al quartiere, tra la tangenziale e una nuova strada di ingresso a Desenzano che porterà ulteriore traffico.
AL PII DELLE TASSERE: circa 150 appartamenti di edilizia libera al posto di 76.500 mq di campagna, in cambio di un nuovo lungolago a Desenzano, 700 m per una spesa di 5 milioni di euro. Un’opera di riempimento a lago, con piattaforme che escono fino a 35 metri, stravolgendo l’attuale linea di costa ed eliminando spiaggette storiche. Non è così che si rilancia il turismo e si risolve il problema del lungolago, che è dato dalla presenza della strada!
AL PII COLOMBARE DI CASTIGLIONE: il PRG vigente prevedeva 5300 metri quadri a destinazione artigianale, il PII adottato ne prevede 7.000 di commerciale-direzionale (non ben specificato), tra la strada che porta al Mercatone ed il cavalcavia, dove potranno essere realizzati negozi, di cui non è dato sapere la superficie (un altro piccolo centro commerciale in periferia?). Nessun intervento significativo per la vita degli abitanti del quartiere né alcun intervento di riqualificazione della zona (eppure i residenti avevano chiesto un collegamento ciclo-pedonale con la Chiesa dell’Autostrada e un’area verde).
NOI SIAMO CONTRARI A QUESTO MODO DI PROCEDERE, A ULTERIORE CONSUMO DI TERRITORIO, AD UN’ECONOMIA CHE RUOTI SOLO ATTORNO AL “MATTONE”
CONTINUEREMO QUINDI AD OPPORCI, COINVOLGENDO I CITTADINI NELLE SCELTE CHE LI RIGUARDANO.
PER QUESTO MOTIVO INTENDIAMO PROMUOVERE UNA CAMPAGNA REFERENDARIA CONTRO QUESTE DECISIONI URBANISTICHE
I consiglieri di Centrosinistra
Rodolfo Bertoni,Rosa Leso, Maurizio Maffi, Maria Vittoria Papa, Fiorenzo Pienazza, Giuseppe Savasi, Maurizio Tira
martedì 12 luglio 2011
DESENZANO la nuova scuola elementare non sarà a «chilometri zero»
Prima ancora di nascere, la futura scuola elementare delle Grezze, il cui progetto fa parte del piano integrato approvato tra le polemiche dal Consiglio comunale giovedì sera, sta nettamente dividendo Desenzano tra favorevoli e contrari.
INNANZITUTTO si contesta la collocazione, in un'area che adesso è aperta campagna, vicino alla tangenziale, lontana dall'abitato, in posizione periferica rispetto allo stesso quartiere delle Grezze. Attualmente, attorno all'area, non ci sono case nel raggio di circa un chilometro. Per molti genitori e bambini, i tempi di percorrenza si allungherebbero sensibilmente, senza contare che il servizio pedibus non avrebbe facile soluzione.
La scuola, nell'ipotesi per ora sul tavolo, avrebbe cinque sezioni, senza la palestra, al costo preventivato di 5 milioni di euro, con attorno un nuovo futuro insediamento abitativo di quasi 45 mila metri cubi.
Proprio in cambio del permesso di costruire case, i privati finanzierebbero la scuola. E questo per la Giunta comunale è un punto a favore: i soldi li mette il privato.
Ma sulla futura scuola, oltre a interrogativi anche di tipo ambientale (siamo vicini a una zona umida), pende la spada di Damocle di un referendum popolare, ma anche di un suo annullamento per vizi urbanistici e ambientali, di cui hanno parlato i consiglieri comunali Maurizio Tira, Rodolfo Bertoni e Paolo Barziza.
IN CONSIGLIO COMUNALE, Rosa Leso del Pd, ha fatto un discorso di fondo: «C'è di sicuro bisogno di strutture scolastiche a Desenzano - ha detto - ma è sbagliato il metodo con cui si vuole realizzarla. Non è possibile sacrificare altro terreno agricolo, individuando per la scuola una zona assai decentrata, con notevole traffico intorno, senza che passi il bus urbano e a un chilometro e mezzo dalle abitazioni più vicine». [...]
fonte bresciaoggi.it
INNANZITUTTO si contesta la collocazione, in un'area che adesso è aperta campagna, vicino alla tangenziale, lontana dall'abitato, in posizione periferica rispetto allo stesso quartiere delle Grezze. Attualmente, attorno all'area, non ci sono case nel raggio di circa un chilometro. Per molti genitori e bambini, i tempi di percorrenza si allungherebbero sensibilmente, senza contare che il servizio pedibus non avrebbe facile soluzione.
La scuola, nell'ipotesi per ora sul tavolo, avrebbe cinque sezioni, senza la palestra, al costo preventivato di 5 milioni di euro, con attorno un nuovo futuro insediamento abitativo di quasi 45 mila metri cubi.
Proprio in cambio del permesso di costruire case, i privati finanzierebbero la scuola. E questo per la Giunta comunale è un punto a favore: i soldi li mette il privato.
Ma sulla futura scuola, oltre a interrogativi anche di tipo ambientale (siamo vicini a una zona umida), pende la spada di Damocle di un referendum popolare, ma anche di un suo annullamento per vizi urbanistici e ambientali, di cui hanno parlato i consiglieri comunali Maurizio Tira, Rodolfo Bertoni e Paolo Barziza.
IN CONSIGLIO COMUNALE, Rosa Leso del Pd, ha fatto un discorso di fondo: «C'è di sicuro bisogno di strutture scolastiche a Desenzano - ha detto - ma è sbagliato il metodo con cui si vuole realizzarla. Non è possibile sacrificare altro terreno agricolo, individuando per la scuola una zona assai decentrata, con notevole traffico intorno, senza che passi il bus urbano e a un chilometro e mezzo dalle abitazioni più vicine». [...]
fonte bresciaoggi.it
lunedì 11 luglio 2011
DESENZANO colata di cemento in arrivo grazie al centro-destra
Come anticipato, i due controversi piani edilizi delle Grezze e delle Tassere sono stati approvati poco prima dell'alba di venerdì 8 luglio, al termine di un Consiglio comunale che passerà agli annali per la massiccia presenza delle forze dell'ordine: oltre alla Polizia locale anche quella di Stato, con numerosi agenti in divisa e in borghese, oltre a un drappello di Carabinieri. La Giunta comunale, infatti, alla vigilia temeva contestazioni, In realtà c'è stato solo un ironico applauso dopo l'esito della votazione finale da parte di un gruppo di cittadini, che per un applauso sono stati fatti espellere dalla forza pubblica. Un fatto che a Desenzano ha ben pochi precedenti.
Alta era del resto la posta in gioco: un totale di circa 500 appartamenti da costruire, una nuova scuola (progetto contestato, soprattutto per l'ubicazione lontana dall'abitato), la ristrutturazione del lungolago, con eliminazione della spiaggia Feltrinelli (altro punto molto controverso). L'esito del voto era per altro scontato, perché la maggioranza di centrodestra è riuscita a ritrovare la compattezza e i «numeri»: 11 voti a favore, 8 contrari del centrosinistra e dell'indipendente ex Pdl Paolo Barziza, e l'astensione a sorpresa dei 2 della Lega, hanno determinato l'approvazione del Piano delle Grezze (alle 2.15 del mattino) e del piano integrato delle Tassere (alle 3 di notte), quando già il centrosinistra aveva abbandonato l'aula per protesta, seguito poco dopo da Barziza. Il quale dopo aver argomentato la sua contrarietà ai piani edilizi, è uscito con un'ultima dichiarazione: «Eliminare la spiaggia Feltrinelli - ha detto - sarebbe uno dei più gravi sfregi che Desenzano abbia mai subito».
Ma su entrambi i piani approvati pende una doppia spada di Damocle per presunti vizi di legittimità e di tipo urbanistico, come hanno sottolineato Tira e Bertoni (centrosinistra) e Barziza (indipendente), senza contare inoltre i referendum popolari che il centrosinistra e la Lega hanno già preannunciato di indire.
Soddisfatto invece l'assessore all'Urbanistica Tommaso Giardino: «Sono sereno e voglio esprimere la mia piena soddisfazione per il risultato raggiunto, che ci consente di concretizzare un lavoro durato due anni ed offrire così alla città una scuola, la riqualificazione di un'area dismessa, la sistemazione e l'abbellimento del lungolago».
di Maurizio Toscano, Fonte: Bresciaoggi.it
Alta era del resto la posta in gioco: un totale di circa 500 appartamenti da costruire, una nuova scuola (progetto contestato, soprattutto per l'ubicazione lontana dall'abitato), la ristrutturazione del lungolago, con eliminazione della spiaggia Feltrinelli (altro punto molto controverso). L'esito del voto era per altro scontato, perché la maggioranza di centrodestra è riuscita a ritrovare la compattezza e i «numeri»: 11 voti a favore, 8 contrari del centrosinistra e dell'indipendente ex Pdl Paolo Barziza, e l'astensione a sorpresa dei 2 della Lega, hanno determinato l'approvazione del Piano delle Grezze (alle 2.15 del mattino) e del piano integrato delle Tassere (alle 3 di notte), quando già il centrosinistra aveva abbandonato l'aula per protesta, seguito poco dopo da Barziza. Il quale dopo aver argomentato la sua contrarietà ai piani edilizi, è uscito con un'ultima dichiarazione: «Eliminare la spiaggia Feltrinelli - ha detto - sarebbe uno dei più gravi sfregi che Desenzano abbia mai subito».
Ma su entrambi i piani approvati pende una doppia spada di Damocle per presunti vizi di legittimità e di tipo urbanistico, come hanno sottolineato Tira e Bertoni (centrosinistra) e Barziza (indipendente), senza contare inoltre i referendum popolari che il centrosinistra e la Lega hanno già preannunciato di indire.
Soddisfatto invece l'assessore all'Urbanistica Tommaso Giardino: «Sono sereno e voglio esprimere la mia piena soddisfazione per il risultato raggiunto, che ci consente di concretizzare un lavoro durato due anni ed offrire così alla città una scuola, la riqualificazione di un'area dismessa, la sistemazione e l'abbellimento del lungolago».
di Maurizio Toscano, Fonte: Bresciaoggi.it
domenica 5 giugno 2011
DESENZANO: piano di governo del territorio, questo sconosciuto
L’Amministrazione comunale di Desenzano del Garda afferma di voler portare in adozione il Piano di governo del territorio, dopo quattro anni dal suo insediamento. Il 2 maggio la giunta comunale ha preso atto della seconda bozza del Piano di Governo del Territorio, consegnata dai progettisti! Il materiale depositato è ancora parziale, mancano le norme del Documento di Piano; il Piano delle regole ed il Piano dei servizi sono solo parzialmente evocati dai contenuti delle tavole. Difficile immaginare che l’amministrazione possa impostare un percorso di condivisione e discussione - come meriterebbe un tale strumento - se si vuole andare ad adozione entro la scadenza indicata dalla Regione Lombardia, il 30 settembre prossimo. Dal materiale a disposizione si possono quindi trarre solo alcune informazioni.
La prima: gli abitanti stimati dalle trasformazioni territoriali interne ed esterne alla città consolidata sono 3500, aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’attuazione del PRG vigente.
Questa cifra si ottiene con un parametro di 175 metri cubi per abitante negli ambiti esterni. Se si utilizzasse il più comune parametro di 150 metri cubi per abitante, la cifra aumenterebbe ancora di oltre 200 unità. Inoltre non sono conteggiati gli abitanti aggiuntivi che potrebbero insediarsi a seguito di recuperi o incrementi volumetrici nelle zone residenziali consolidate.
La crescita prevista dal PGT è quindi quasi doppia di quella prevista dal PRG, approvato nel 2006 e non ancora del tutto completato (la valutazione ambientale strategica lo dichiara completato al 78%).
Un secondo elemento sono le scelte dei grandi poli di trasformazione residenziale.
I tre più grandi sono: quello delle Grezze (ATR/PII 2), quello della Cremaschina/Maiolo di sotto (ATR/PII 6 e AT5) e quello delle Tassere (ATR/PII 4). In essi si concentra quasi il 23% delle nuove residenze, in tre ambiti molto decentrati rispetto ai centri principali ed ai relativi servizi!
Inoltre si tratti di ambiti che l’Amministrazione vuole approvare PRIMA dell’adozione del PGT, con l’adozione di due di questi nella seduta del 30 maggio 2011.
Si tratta di un’operazione metodologicamente sbagliata: anticipare l’adozione delle previsioni più rilevanti del piano prima del piano significa astrarle da un contesto più ampio di regole generali, intaccare aree agricole spacciando per “intercluse” aree che non lo sono, eludere l’obbligatoria dinamica partecipativa che la Legge 12 del 2005 impone prima dell’adozione del PGT!
Un terzo elemento sono le trasformazioni non residenziali, in particolare il vastissimo ambito dove è prevista l’applicazione dello Sportello unico per le attività produttive, nella fattispecie terziarie e ricettive, su una superficie di 85.000 metri quadrati a Monte Alto. L’esito sarà definito solo con l’approvazione dello strumento attuativo per cui si può solo immaginare cosa sorgerà (la tavola da indicazioni molto di massima).
Un quarto elemento è costituito da alcune altre previsioni importanti, che però rimangono sotto traccia, in quanto la documentazione illustra soprattutto le scelte di trasformazioni fuori dal perimetro del tessuto urbano consolidato.
Mi riferisco all’area a lago dove è previsto uno “sportello unico” per destinazione alberghiera di oltre 8000 metri quadrati di superficie, su viale Motta, accanto all’Idroscalo; ai previsti ampliamenti dei porti di Desenzano de Rivoltella, alla riduzione della superficie del Piano per edilizia economico popolare della Cremasca. La Valutazione Ambientale Strategica non merita grandi commenti. Tuttavia un’indicazione ne emerge: l’ambito di trasformazione delle Grezze, quello che dovrebbe consentire la realizzazione di una nuova scuola (in posizione non idonea), è di gran lunga il più impattante di tutti quelli contenuti nel PGT (in una scala da 1 a 13 vale 13!). Il Piano territoriale regionale e il Piano di Indirizzo forestale prevedono infatti forti tutele nelle aree tra la ferrovia e la tangenziale: ad esempio aree di ricostituzione ambientale, un contorno di boschi e parchi urbani e periurbani ad arginare l’insediamento esistente.
In sintesi, con la documentazione finora disponibile, si ricostruiscono solo le scelte più grandi che l’Amministrazione sta anticipando con i Programmi Integrati di Intervento e rimangono ancora oscure, forse perché non sono ben definite, molte altre scelte.
Sarebbe tempo di iniziare un confronto aperto su tutte le scelte del PGT!
Tuttavia non si coglie nessuna volontà di arrestare l’utilizzo di nuove aree per spingere decisamente verso il recupero dell’esistente. Anzi si giustifica anacronisticamente la crescita delle aree residenziali con la previsione della continuità della crescita demografica, in contrasto con le prescrizioni degli strumenti di pianificazione sovra comunale (dal Piano paesistico regionale al Piano provinciale), i quali disegnano uno scenario di sviluppo e di vincoli per il territorio dei laghi insubrici che è chiaramente legato alla promozione dei valori territoriali e ambientali.
Prof. Ing. Maurizio Tira
Consigliere comunale “Lista Pienazza” – Desenzano del Garda
La prima: gli abitanti stimati dalle trasformazioni territoriali interne ed esterne alla città consolidata sono 3500, aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’attuazione del PRG vigente.
Questa cifra si ottiene con un parametro di 175 metri cubi per abitante negli ambiti esterni. Se si utilizzasse il più comune parametro di 150 metri cubi per abitante, la cifra aumenterebbe ancora di oltre 200 unità. Inoltre non sono conteggiati gli abitanti aggiuntivi che potrebbero insediarsi a seguito di recuperi o incrementi volumetrici nelle zone residenziali consolidate.
La crescita prevista dal PGT è quindi quasi doppia di quella prevista dal PRG, approvato nel 2006 e non ancora del tutto completato (la valutazione ambientale strategica lo dichiara completato al 78%).
Un secondo elemento sono le scelte dei grandi poli di trasformazione residenziale.
I tre più grandi sono: quello delle Grezze (ATR/PII 2), quello della Cremaschina/Maiolo di sotto (ATR/PII 6 e AT5) e quello delle Tassere (ATR/PII 4). In essi si concentra quasi il 23% delle nuove residenze, in tre ambiti molto decentrati rispetto ai centri principali ed ai relativi servizi!
Inoltre si tratti di ambiti che l’Amministrazione vuole approvare PRIMA dell’adozione del PGT, con l’adozione di due di questi nella seduta del 30 maggio 2011.
Si tratta di un’operazione metodologicamente sbagliata: anticipare l’adozione delle previsioni più rilevanti del piano prima del piano significa astrarle da un contesto più ampio di regole generali, intaccare aree agricole spacciando per “intercluse” aree che non lo sono, eludere l’obbligatoria dinamica partecipativa che la Legge 12 del 2005 impone prima dell’adozione del PGT!
Un terzo elemento sono le trasformazioni non residenziali, in particolare il vastissimo ambito dove è prevista l’applicazione dello Sportello unico per le attività produttive, nella fattispecie terziarie e ricettive, su una superficie di 85.000 metri quadrati a Monte Alto. L’esito sarà definito solo con l’approvazione dello strumento attuativo per cui si può solo immaginare cosa sorgerà (la tavola da indicazioni molto di massima).
Un quarto elemento è costituito da alcune altre previsioni importanti, che però rimangono sotto traccia, in quanto la documentazione illustra soprattutto le scelte di trasformazioni fuori dal perimetro del tessuto urbano consolidato.
Mi riferisco all’area a lago dove è previsto uno “sportello unico” per destinazione alberghiera di oltre 8000 metri quadrati di superficie, su viale Motta, accanto all’Idroscalo; ai previsti ampliamenti dei porti di Desenzano de Rivoltella, alla riduzione della superficie del Piano per edilizia economico popolare della Cremasca. La Valutazione Ambientale Strategica non merita grandi commenti. Tuttavia un’indicazione ne emerge: l’ambito di trasformazione delle Grezze, quello che dovrebbe consentire la realizzazione di una nuova scuola (in posizione non idonea), è di gran lunga il più impattante di tutti quelli contenuti nel PGT (in una scala da 1 a 13 vale 13!). Il Piano territoriale regionale e il Piano di Indirizzo forestale prevedono infatti forti tutele nelle aree tra la ferrovia e la tangenziale: ad esempio aree di ricostituzione ambientale, un contorno di boschi e parchi urbani e periurbani ad arginare l’insediamento esistente.
In sintesi, con la documentazione finora disponibile, si ricostruiscono solo le scelte più grandi che l’Amministrazione sta anticipando con i Programmi Integrati di Intervento e rimangono ancora oscure, forse perché non sono ben definite, molte altre scelte.
Sarebbe tempo di iniziare un confronto aperto su tutte le scelte del PGT!
Tuttavia non si coglie nessuna volontà di arrestare l’utilizzo di nuove aree per spingere decisamente verso il recupero dell’esistente. Anzi si giustifica anacronisticamente la crescita delle aree residenziali con la previsione della continuità della crescita demografica, in contrasto con le prescrizioni degli strumenti di pianificazione sovra comunale (dal Piano paesistico regionale al Piano provinciale), i quali disegnano uno scenario di sviluppo e di vincoli per il territorio dei laghi insubrici che è chiaramente legato alla promozione dei valori territoriali e ambientali.
Prof. Ing. Maurizio Tira
Consigliere comunale “Lista Pienazza” – Desenzano del Garda
sabato 4 giugno 2011
Intervista a David Vetturi: le sue preoccupazione per San Felice
In un recente intervento il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha sottolineato l’avanzata delle infiltrazioni mafiose, soprattutto nel sistema economico-finanziario, nel territorio Lombardo, in particolare Milano, Bergamo e Brescia. Da poco a San Felice del Benaco è stato adottato il nuovo strumento urbanistico del Piano di Governo del Territorio e questo non vuol dire che via siano necessariamente interessi “sporchi” o cosche pronte a investirivi, ma David Vetturi, coordinatore del circolo locale del PD, ha comunque qualche preoccupazione.
Con 130 mila mq da urbanizzare e 42 mila mc di nuove abitazioni, quale può essere il giro d'affari mosso?
Non è banale riuscire a fare una valutazione del genere, tuttavia è possibile fare quello che comunemente viene chiamato il “conto della serva”. Attualmente una casa di 140 mq a San Felice si vende fra i 500 e i 700 mila euro. Valutando un altezza media di 3 metri per le abitazioni il costo a mc di abitazione è compreso fra 1100 e 1700 euro. Moltiplicando il tutto per 68 mc, perché, oltre agli ambiti di trasformazione, ci sono oltre 20 mila mc di cosiddetti “lotti liberi”, si ha un volume d’affari compreso fra 75 e 110 mln di euro. Il calcolo è conservativo e non considera i costi legati alla realizzazione della parte di servizi pubblici, che saranno appalti pubblici, per oltre 15 mln e per gli eventuali interventi edilizi in centro storico.
Ci sono dei timori su chi vi investirà?
Non mi permetto di fare considerazioni su chi sarà a operare economicamente in futuro, mi limito a poche considerazioni. La versione dell’amministrazione comunale è che si realizzeranno solo case per i residenti e non seconde case. Il reddito IRPEF complessivo per i 1912 contribuenti di San Felice è stato nel 2009 di circa 45 milioni di euro (dati dell’Agenzia delle Entrate). Di questi solo un centinaio ha redditi superiori a 60 mila euro. Il volume di affari mosso dal PGT è circa due volte il reddito complessivo prodotto a San Felice. Evidentemente non saranno tutte residenze per le persone del posto, ma assisteremo a una nuova crescita delle seconde case sul territorio gardesano.
Un Comune può far qualcosa per prevenire capitali di dubbia provenienza, riciclaggio del frutto di attività della criminalità organizzata? A Toscolano il PD ha posto il quesito con una interrogazione.
Vista la premessa, è ovvio che i capitali che verranno a operare saranno esterni al nostro Comune. La presenza economica, e non solo, della criminalità organizzata nel bresciano è documentata da inchieste della magistratura, denunce di diverse associazioni e approfondimenti giornalistici: cito uno fra tutti, “La Leonessa e la piovra”, documentario sulle infiltrazioni della mafia a Brescia di Fabio Abati e Igor Greganti che è reperibile ancora oggi sul web. Credo che sia dovere di una amministrazione comunale chiedersi cosa accadrà nel nostro territorio quando viene approvato un PGT. Chi verrà davvero ad investire i capitali a San Felice? Non vorrei risvegliarmi fra qualche mese come gli abitanti di Urago Mella quando avvenne il delitto della famiglia Cottarelli.
fonte: corriere del garda, di Enrico Grazioli
Con 130 mila mq da urbanizzare e 42 mila mc di nuove abitazioni, quale può essere il giro d'affari mosso?
Non è banale riuscire a fare una valutazione del genere, tuttavia è possibile fare quello che comunemente viene chiamato il “conto della serva”. Attualmente una casa di 140 mq a San Felice si vende fra i 500 e i 700 mila euro. Valutando un altezza media di 3 metri per le abitazioni il costo a mc di abitazione è compreso fra 1100 e 1700 euro. Moltiplicando il tutto per 68 mc, perché, oltre agli ambiti di trasformazione, ci sono oltre 20 mila mc di cosiddetti “lotti liberi”, si ha un volume d’affari compreso fra 75 e 110 mln di euro. Il calcolo è conservativo e non considera i costi legati alla realizzazione della parte di servizi pubblici, che saranno appalti pubblici, per oltre 15 mln e per gli eventuali interventi edilizi in centro storico.
Ci sono dei timori su chi vi investirà?
Non mi permetto di fare considerazioni su chi sarà a operare economicamente in futuro, mi limito a poche considerazioni. La versione dell’amministrazione comunale è che si realizzeranno solo case per i residenti e non seconde case. Il reddito IRPEF complessivo per i 1912 contribuenti di San Felice è stato nel 2009 di circa 45 milioni di euro (dati dell’Agenzia delle Entrate). Di questi solo un centinaio ha redditi superiori a 60 mila euro. Il volume di affari mosso dal PGT è circa due volte il reddito complessivo prodotto a San Felice. Evidentemente non saranno tutte residenze per le persone del posto, ma assisteremo a una nuova crescita delle seconde case sul territorio gardesano.
Un Comune può far qualcosa per prevenire capitali di dubbia provenienza, riciclaggio del frutto di attività della criminalità organizzata? A Toscolano il PD ha posto il quesito con una interrogazione.
Vista la premessa, è ovvio che i capitali che verranno a operare saranno esterni al nostro Comune. La presenza economica, e non solo, della criminalità organizzata nel bresciano è documentata da inchieste della magistratura, denunce di diverse associazioni e approfondimenti giornalistici: cito uno fra tutti, “La Leonessa e la piovra”, documentario sulle infiltrazioni della mafia a Brescia di Fabio Abati e Igor Greganti che è reperibile ancora oggi sul web. Credo che sia dovere di una amministrazione comunale chiedersi cosa accadrà nel nostro territorio quando viene approvato un PGT. Chi verrà davvero ad investire i capitali a San Felice? Non vorrei risvegliarmi fra qualche mese come gli abitanti di Urago Mella quando avvenne il delitto della famiglia Cottarelli.
fonte: corriere del garda, di Enrico Grazioli
mercoledì 25 maggio 2011
TOSCOLANO & "Borgo+39": quel progetto è da bocciare
Il progetto «Borgo +39», la vasta lottizzazione lungo il lago che che da due anni anima il dibattito a Toscolano Maderno, oggi andrà al tar che esaminerà il ricorso presentato da Legambiente e da un gruppo di cittadini, la richiesta è di bocciare il programma di interventi riguardante l'opera. Le previsioni portano alla conversione dell'ex cantiere nautico, situato tra le vie Religione e Marconi, in 180-200 appartamenti, attività commerciali e albergo.
Nella valutazione di impatto ambientale non sarebbero state rispettate numerose norme di legge, e nelle tavole progettuali non si comprendono la dimensione, la tipologia e la collocazione dei nuovi fabbricati, nè il numero e l'altezza degli appartamenti, sottolinea Legambiente. Non si riesce neppure a intuire quali tra gli immobili esistenti, e vincolati dalla Soprintendenza, saranno demoliti o, viceversa, recuperati. Negli elaborati non è neppure contemplata la struttura alberghiera, e nulla viene detto sulle caratteristiche del parcheggio interrato.
Il circolo di Toscolano Maderno ha sempre visto in Borgo + 39 una lottizzazione speculativa, il giudizio del PD Garda sul progetto è negativo e confidiamo in un accoglimento da parte del tar delle istanze di Legambiente.
il coord.pdgarda Andrea Volpi
Nella valutazione di impatto ambientale non sarebbero state rispettate numerose norme di legge, e nelle tavole progettuali non si comprendono la dimensione, la tipologia e la collocazione dei nuovi fabbricati, nè il numero e l'altezza degli appartamenti, sottolinea Legambiente. Non si riesce neppure a intuire quali tra gli immobili esistenti, e vincolati dalla Soprintendenza, saranno demoliti o, viceversa, recuperati. Negli elaborati non è neppure contemplata la struttura alberghiera, e nulla viene detto sulle caratteristiche del parcheggio interrato.
Il circolo di Toscolano Maderno ha sempre visto in Borgo + 39 una lottizzazione speculativa, il giudizio del PD Garda sul progetto è negativo e confidiamo in un accoglimento da parte del tar delle istanze di Legambiente.
il coord.pdgarda Andrea Volpi
sabato 30 aprile 2011
SALO' 6 Maggio: consumo di suolo e autonomia fiscale
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mercoledì 13 aprile 2011
Il «trasloco» della Tavina: proposte per uscire dal guado
«Viviamo Salò», la lista che appartiene all'area del Partito Democratico (4 consiglieri, capogruppo Graziella Belli), ha incontrato un paio di volte il sindaco Barbara Botti, rimasta senza maggioranza da quando dispone di 9 consiglieri su 21, essendo usciti i 5 che fanno capo ad Alberto Pelizzari, per vedere se esistono possibilità di un'intesa. Il primo punto esaminato è l'operazione Fonte Tavina, considerato il più importante in prospettiva futura, che fra l'altro sarà anche il principale punto all'ordine del giorno nel Consiglio comunale convocato per lunedì sera alle 18.30. Proprio sulla Tavina, «Viviamo Salò» è infatti uscita con un documento che indica le condizioni per proseguire la trattativa con il sindaco.
QUESTE LE PROPOSTE avanzate: ridurre la volumetria dell'intervento nello stabilimento attuale (da 40 mila mq. a circa 32 mila); diminuire la parte residenziale (da 30 mila a 18 mila) a vantaggio dell'albergo (da 8 a 11 mila) e del commerciale (da mille a duemila), mantenendo i mille mq. di appartamenti pubblici; distribuire il cemento non su un lotto solo, ma anche sui vicini comparti; effettuare una progettazione di alta qualità.
«È l'ultima zona disponibile, di particolare pregio, per la quale il Pgt prevede la costruzione di centinaia di nuove seconde case, di cui non si avverte la necessità - spiegano Graziella Belli e Vincenzo Zambelli-. Noi chiediamo una destinazione prevalentemente legata all'ambito turistico alberghiero, con servizi destinati al benessere e ai congressi. La residenza va ridotta del 40%».
PER LA NUOVA FABBRICA di imbottigliamento delle acque minerali, invece, prevista su un'area agricola a Cunettone, «Viviamo Salò» chiede un progetto accurato e, inoltre, di acquisire sia il piano industriale che di avere la garanzia di continuità dell'attività e il mantenimento dei posti di lavoro (una sessantina, più gli stagionali). Ma per giungere a un accordo c'è ancora molta strada.
Lunedì comunque il Consiglio discuterà la mozione sulla Tavina, presentata a suo tempo dalle minoranze, compresi i «Cittadini per Salò» e la Destra di Gianluigi Pezzali.
fonte: bresciaoggi.it
QUESTE LE PROPOSTE avanzate: ridurre la volumetria dell'intervento nello stabilimento attuale (da 40 mila mq. a circa 32 mila); diminuire la parte residenziale (da 30 mila a 18 mila) a vantaggio dell'albergo (da 8 a 11 mila) e del commerciale (da mille a duemila), mantenendo i mille mq. di appartamenti pubblici; distribuire il cemento non su un lotto solo, ma anche sui vicini comparti; effettuare una progettazione di alta qualità.
«È l'ultima zona disponibile, di particolare pregio, per la quale il Pgt prevede la costruzione di centinaia di nuove seconde case, di cui non si avverte la necessità - spiegano Graziella Belli e Vincenzo Zambelli-. Noi chiediamo una destinazione prevalentemente legata all'ambito turistico alberghiero, con servizi destinati al benessere e ai congressi. La residenza va ridotta del 40%».
PER LA NUOVA FABBRICA di imbottigliamento delle acque minerali, invece, prevista su un'area agricola a Cunettone, «Viviamo Salò» chiede un progetto accurato e, inoltre, di acquisire sia il piano industriale che di avere la garanzia di continuità dell'attività e il mantenimento dei posti di lavoro (una sessantina, più gli stagionali). Ma per giungere a un accordo c'è ancora molta strada.
Lunedì comunque il Consiglio discuterà la mozione sulla Tavina, presentata a suo tempo dalle minoranze, compresi i «Cittadini per Salò» e la Destra di Gianluigi Pezzali.
fonte: bresciaoggi.it
domenica 10 aprile 2011
Moniga: un piano di governo del territorio per ridare identità al paese.
Fermare il consumo di suolo, proteggere il patrimonio naturalistico e paesaggistico, valorizzare il centro storico, i beni architettonici e di castello. Sono propositi che spesso sono solo parole. Questa volta a Moniga le hanno prese sul serio e le hanno tradotte in un Piano di governo del territorio che prevede un consumo di suolo inferiore all'1%. Per l'esattezza lo 0,96%, circa 40mila mq, di cui il 53% sono trasformazioni già previste nel vecchio Piano regolatore.
Il nuovo strumento urbanistico, redatto dallo studio associsto dell'architetto Cigognetti, è stato adottato dal Consiglio comunale il 31 marzo. Parte dal presupposto che il 49% del suolo comunale è già stato edificato. È tempo di fermarsi. Gli ambiti di trasformazione sono 5, ma di questi solo 2 non sono eredità del vecchio Piano. In tutto le previsioni sono di 98 nuovi abitanti. A tal riguardo un dato significativo è che a Moniga il 45% della famiglie hanno un solo componente: si può supporre che lo strano fenomeno sia dovuto a un discorso fiscale della prima e della seconda casa.
Dai monighesi sono comunque pervenute 117 proposte che interessavano il 18% del suolo di Moniga. «Accogliere tutte le richieste - spiega l'architetto –, avrebbe significato occupare tantissimo territorio, brucuare un capitale nel giro di un quinquennio». È stato quindi necessario distinguere le richieste per bisogni abitativi dei cittadini da quelle più speculative. In tutto 20 mila metri quadrati. Il Pgt ha durata quinquennale e le aree non edificate entro questo termine torneranno alla loro natura agricola.
Tutto il paese è sotto vincolo paesaggistico e in generale è stato seguito un principio di tutela, perché di fronte al 52% già urbanizzato c'è da chiedersi per il futuro quali siano i caratteri per riconoscersi in Moniga. Per il Piano sono il paesaggio, le colture agricole e il centro storico, che devono essere tutelati, come si sta facendo con il Parco locale sovracomunale, per cui Moniga, Manerba, Padenghe e, di recente, Soiano stanno lavorando con la Provincia di Brescia.
fonte: bresciaoggi.it
Il nuovo strumento urbanistico, redatto dallo studio associsto dell'architetto Cigognetti, è stato adottato dal Consiglio comunale il 31 marzo. Parte dal presupposto che il 49% del suolo comunale è già stato edificato. È tempo di fermarsi. Gli ambiti di trasformazione sono 5, ma di questi solo 2 non sono eredità del vecchio Piano. In tutto le previsioni sono di 98 nuovi abitanti. A tal riguardo un dato significativo è che a Moniga il 45% della famiglie hanno un solo componente: si può supporre che lo strano fenomeno sia dovuto a un discorso fiscale della prima e della seconda casa.
Dai monighesi sono comunque pervenute 117 proposte che interessavano il 18% del suolo di Moniga. «Accogliere tutte le richieste - spiega l'architetto –, avrebbe significato occupare tantissimo territorio, brucuare un capitale nel giro di un quinquennio». È stato quindi necessario distinguere le richieste per bisogni abitativi dei cittadini da quelle più speculative. In tutto 20 mila metri quadrati. Il Pgt ha durata quinquennale e le aree non edificate entro questo termine torneranno alla loro natura agricola.
Tutto il paese è sotto vincolo paesaggistico e in generale è stato seguito un principio di tutela, perché di fronte al 52% già urbanizzato c'è da chiedersi per il futuro quali siano i caratteri per riconoscersi in Moniga. Per il Piano sono il paesaggio, le colture agricole e il centro storico, che devono essere tutelati, come si sta facendo con il Parco locale sovracomunale, per cui Moniga, Manerba, Padenghe e, di recente, Soiano stanno lavorando con la Provincia di Brescia.
fonte: bresciaoggi.it
martedì 8 marzo 2011
Il «Polo del Lusso» a Lonato
"Il «Polo del Lusso» a Lonato? L'ipotesi comincia a far paura a Desenzano, dove il comune ha dato l'altolà all'operazione da 200mila metri quadrati, e ora rischia di veder sorgere a due passi dai propri confini una mega struttura che sul suo territorio nessuno (o quasi nessuno) ha voluto."
All'orizzonte l'ipotesi della trasformazine dell'exGenux in un'altro mega centro commerciale - del lusso - a fianco al Leone. Vogliamo chiamarla bulimia-commerciale?
Questo almeno non comporterà un ulteriore consumo di suolo, attività che occupa freneticamente le amministrazioni di pdl e lega sul garda, ma qualche dubbio sull'opportunità di allargare il parco delle licenze commerciali, ce l'avrei...
Il presidente del Comitato Pro Sviluppo Desenzano, Giuseppe Riboli, nel presentare tempo addietro un programma di rilancio la città, aveva sostenuto il Polo del Lusso sottolineando come «avrebbe portato nelle casse comunali abbastanza per realizzare le numerose opere pubbliche che da 20 anni restano sulla carta». Oggi, dopo l'elevato sperpero di terreno, questo discorso non sta più in piedi, non è sostenibile. Gli oneri infatti serviranno in gran parte per creare le infrastrutture nei dintorni dell'opera, il restante richia di coprire le spese correnti, viste le torbide acque del mar Tremonti in cui navigano i Comuni.
Quindi bocce ferme? Direi di no, una bella proposta sarebbe riqualificare il centro storico di Desenzano, togliendo dalla testa la follia della piazza gallegiante, potenziando i trasporti stazione ferroviaria/centro (come per altro aveva fatto Pienazza) e sostenere le attività del centro.
il coord.pdgarda Andrea Volpi
All'orizzonte l'ipotesi della trasformazine dell'exGenux in un'altro mega centro commerciale - del lusso - a fianco al Leone. Vogliamo chiamarla bulimia-commerciale?
Questo almeno non comporterà un ulteriore consumo di suolo, attività che occupa freneticamente le amministrazioni di pdl e lega sul garda, ma qualche dubbio sull'opportunità di allargare il parco delle licenze commerciali, ce l'avrei...
Il presidente del Comitato Pro Sviluppo Desenzano, Giuseppe Riboli, nel presentare tempo addietro un programma di rilancio la città, aveva sostenuto il Polo del Lusso sottolineando come «avrebbe portato nelle casse comunali abbastanza per realizzare le numerose opere pubbliche che da 20 anni restano sulla carta». Oggi, dopo l'elevato sperpero di terreno, questo discorso non sta più in piedi, non è sostenibile. Gli oneri infatti serviranno in gran parte per creare le infrastrutture nei dintorni dell'opera, il restante richia di coprire le spese correnti, viste le torbide acque del mar Tremonti in cui navigano i Comuni.
Quindi bocce ferme? Direi di no, una bella proposta sarebbe riqualificare il centro storico di Desenzano, togliendo dalla testa la follia della piazza gallegiante, potenziando i trasporti stazione ferroviaria/centro (come per altro aveva fatto Pienazza) e sostenere le attività del centro.
il coord.pdgarda Andrea Volpi
lunedì 17 gennaio 2011
DESENZANO: Al via il pgt della seconda cittadina del bresciano
l nuovo piano di governo del territorio di Desenzano, seconda città della provincia dopo Brescia, comincia a prendere forma. La sua bozza, redatta dallo studio professionale Salvadori-Saldini è stata depositata l'altro giorno in Comune.
Poi sarà il turno delle consultazioni con i portatori d'interessi e dell'affidamento dell'incarico per le procedure della valutazione ambientale strategica (Vas). A quel punto, il Pgt potrà approdare in Consiglio comunale per la sua adozione entro la prossima estate.
Lo annuncia l'assessore all'urbanistica Tommaso Giardino, che anticipa a Bresciaoggi anche i principali pilastri del documento: attenzione alla tutela e valorizzazione dell'ambiente perché diventi fonte di ricchezza, risanamento di alcune aree degradate, ritorno alla destinazione agricola della zona delle Grezze destinata al «Polo del Lusso», rilancio del centro storico con dei piani articolati da discutere con le associazioni di categoria.
La prima domanda all'assessore è di definire la «qualità» delle scelte che andranno fatte sull'ambiente? «Faccio due esempi - risponde -. Nascerà il nuovo Parco Monumentale di S. Martino della Battaglia, con l'attuazione di notevoli interventi di riqualificazione che saranno estesi anche al Parco del Monte Corno. Per finanziare il tutto - continua Giardino - utilizzaremo i proventi che il Comune incasserà da trasformazione di aree previste dal Prg». Ma non si tratta di cambi di destinazione, che sono «esclusi tassativamente».
Quali zone degradate saranno risanate? «La zona lungo la tangenziale tra S. Martino e Sirmione, come l'ex Papà Barzetti». Quanto all'area delle Grezze, vedi Polo del Lusso? «Torna ad essere agricola, la bozza lo prevede già».
Fa discutere la previsione di 3500 nuovi abitanti teorici nel decennio. «Ma non si può arrestare la crescita di un territorio - ribatte l'assessore - in quanto provocherebbe la contrazione della sua capacità produttiva: noi intendiamo operare per potenziare le sue capacità attrattive».
Un capitolo a paarte sul centro storico, in crisi e sempre piu abbandonato. «C'è la volontà dell'intera amministrazione di mettere mano a un piano dei servizi e a uno delle regole, specifici per ricrearlo e rilanciarlo».
fonte bresciaoggi.it
Poi sarà il turno delle consultazioni con i portatori d'interessi e dell'affidamento dell'incarico per le procedure della valutazione ambientale strategica (Vas). A quel punto, il Pgt potrà approdare in Consiglio comunale per la sua adozione entro la prossima estate.
Lo annuncia l'assessore all'urbanistica Tommaso Giardino, che anticipa a Bresciaoggi anche i principali pilastri del documento: attenzione alla tutela e valorizzazione dell'ambiente perché diventi fonte di ricchezza, risanamento di alcune aree degradate, ritorno alla destinazione agricola della zona delle Grezze destinata al «Polo del Lusso», rilancio del centro storico con dei piani articolati da discutere con le associazioni di categoria.
La prima domanda all'assessore è di definire la «qualità» delle scelte che andranno fatte sull'ambiente? «Faccio due esempi - risponde -. Nascerà il nuovo Parco Monumentale di S. Martino della Battaglia, con l'attuazione di notevoli interventi di riqualificazione che saranno estesi anche al Parco del Monte Corno. Per finanziare il tutto - continua Giardino - utilizzaremo i proventi che il Comune incasserà da trasformazione di aree previste dal Prg». Ma non si tratta di cambi di destinazione, che sono «esclusi tassativamente».
Quali zone degradate saranno risanate? «La zona lungo la tangenziale tra S. Martino e Sirmione, come l'ex Papà Barzetti». Quanto all'area delle Grezze, vedi Polo del Lusso? «Torna ad essere agricola, la bozza lo prevede già».
Fa discutere la previsione di 3500 nuovi abitanti teorici nel decennio. «Ma non si può arrestare la crescita di un territorio - ribatte l'assessore - in quanto provocherebbe la contrazione della sua capacità produttiva: noi intendiamo operare per potenziare le sue capacità attrattive».
Un capitolo a paarte sul centro storico, in crisi e sempre piu abbandonato. «C'è la volontà dell'intera amministrazione di mettere mano a un piano dei servizi e a uno delle regole, specifici per ricrearlo e rilanciarlo».
fonte bresciaoggi.it
lunedì 13 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
Lago di Garda e di Cemento
Nei primi anni del nuovo millennio è stata cementificata un’area pari a 1.000 campi di calcio. E’ questo il risultato scioccante di uno studio sul consumo di suolo che ci pone di fronte a una domanda: quale futuro per il Garda?
Se continuiamo su questa strada la riviera Gardesana smetterà di essere scrigno di bellezze e storia, perdendo l’appeal turistico di sempre. Lo sviluppo sostenibile è la strada che propone il partito democratico gardesano, si può ristrutturare la villa Deuwall al posto di demolirla come sta succedendo a Gardone Riviera, allo stesso modo i nostri centri storici sono patrimoni da valorizzare e mantenere vivi. I continui tagli dei trasferimenti regionali/statali ai comuni e la recente abolizione dell’ICI hanno messo in crisi le casse comunali. Alla faccia del federalismo fiscale! La spesa corrente viene sempre più finanziata con gli oneri di urbanizzazione, quindi nuove aree da edificare. Questo ha fatto crescere negli amministratori locali, prima ancora che nei cittadini, il pensiero che le opere pubbliche ed i servizi comunali si possano realizzare solo a fronte di concessione di nuovi permessi a costruire. Oggi siamo di fronte ad un paradosso: si autorizzano le nuove quantità edilizie in relazione agli oneri da incassare per realizzare l’opera pubblica desiderata. L’ultimo anello, il più pericoloso, che chiude la catena di questo tipo di pianificazione territoriale, è la giustificazione di questo modo di operare che viene mostrato come a costo zero per la collettività: è tutto gratis e generosamente regalato. Non è più importante valutare la vera necessità e l’urgenza dell’opera che “viene pagata” con la trasformazione del territorio, l’importante è dichiarare che è gratis. La dinamica che ha riguardato lo sviluppo urbanistico gardesano è proprio di questo tenore e il risultato è quello che, transitando in auto sulle nostre strade, possiamo vedere. Con l’approvazione della Legge Regionale del 2005, sono stati conferiti maggiori poteri e conseguenti responsabilità alle amministrazioni locali in materia di territorio, ponendo sul tavolo il tema di GOVERNO del territorio (PGT) al posto della regolamentazione dell’uso del territorio (PRG). Poteva essere una buona occasione di cambiamento, ma allo stato delle cose non pare che le amministrazioni locali lombarde e gardesane in particolare siano pronte per questa rivoluzione.
Si leggono sui quotidiani dichiarazioni di amministratori locali che affermano che le nuove edificazioni previste dal PGT ereditate dalle precedenti amministrazioni “sono legge” e che non si possa fare altro che lasciare lavorare le ruspe. Non è così! Nuove amministrazioni che hanno vinto le elezioni con lo slogan “proteggiamo il territorio” propongono, supportati da noti urbanisti, PGT che promettono di introitare risorse per milioni di euro in cambio di non poche svendite, magari all’asta. In cambio offrono piste ciclabili, una nuova sede comunale e case per tutti. Eppure qualcosa di positivo pare muoversi all’orizzonte. Cassinetta di Lugagnano, comune alle porte di Milano, presenta un modello di sviluppo edilizio ed economico basato esclusivamente sul recupero del patrimonio edilizio esistente, senza urbanizzare un solo metro quadrato di altro territorio. E’ questo il vero sviluppo sostenibile, la ricetta che propone anche il Partito Democratico per il Garda.
Se continuiamo su questa strada la riviera Gardesana smetterà di essere scrigno di bellezze e storia, perdendo l’appeal turistico di sempre. Lo sviluppo sostenibile è la strada che propone il partito democratico gardesano, si può ristrutturare la villa Deuwall al posto di demolirla come sta succedendo a Gardone Riviera, allo stesso modo i nostri centri storici sono patrimoni da valorizzare e mantenere vivi. I continui tagli dei trasferimenti regionali/statali ai comuni e la recente abolizione dell’ICI hanno messo in crisi le casse comunali. Alla faccia del federalismo fiscale! La spesa corrente viene sempre più finanziata con gli oneri di urbanizzazione, quindi nuove aree da edificare. Questo ha fatto crescere negli amministratori locali, prima ancora che nei cittadini, il pensiero che le opere pubbliche ed i servizi comunali si possano realizzare solo a fronte di concessione di nuovi permessi a costruire. Oggi siamo di fronte ad un paradosso: si autorizzano le nuove quantità edilizie in relazione agli oneri da incassare per realizzare l’opera pubblica desiderata. L’ultimo anello, il più pericoloso, che chiude la catena di questo tipo di pianificazione territoriale, è la giustificazione di questo modo di operare che viene mostrato come a costo zero per la collettività: è tutto gratis e generosamente regalato. Non è più importante valutare la vera necessità e l’urgenza dell’opera che “viene pagata” con la trasformazione del territorio, l’importante è dichiarare che è gratis. La dinamica che ha riguardato lo sviluppo urbanistico gardesano è proprio di questo tenore e il risultato è quello che, transitando in auto sulle nostre strade, possiamo vedere. Con l’approvazione della Legge Regionale del 2005, sono stati conferiti maggiori poteri e conseguenti responsabilità alle amministrazioni locali in materia di territorio, ponendo sul tavolo il tema di GOVERNO del territorio (PGT) al posto della regolamentazione dell’uso del territorio (PRG). Poteva essere una buona occasione di cambiamento, ma allo stato delle cose non pare che le amministrazioni locali lombarde e gardesane in particolare siano pronte per questa rivoluzione.
Si leggono sui quotidiani dichiarazioni di amministratori locali che affermano che le nuove edificazioni previste dal PGT ereditate dalle precedenti amministrazioni “sono legge” e che non si possa fare altro che lasciare lavorare le ruspe. Non è così! Nuove amministrazioni che hanno vinto le elezioni con lo slogan “proteggiamo il territorio” propongono, supportati da noti urbanisti, PGT che promettono di introitare risorse per milioni di euro in cambio di non poche svendite, magari all’asta. In cambio offrono piste ciclabili, una nuova sede comunale e case per tutti. Eppure qualcosa di positivo pare muoversi all’orizzonte. Cassinetta di Lugagnano, comune alle porte di Milano, presenta un modello di sviluppo edilizio ed economico basato esclusivamente sul recupero del patrimonio edilizio esistente, senza urbanizzare un solo metro quadrato di altro territorio. E’ questo il vero sviluppo sostenibile, la ricetta che propone anche il Partito Democratico per il Garda.
giovedì 25 novembre 2010
MONIGA 10elode: un futuro a consumo di suolo zero
È un miraggio un Piano di Governo del Territorio che per il futuro non prevde nuove aree edificatorie in un paese sul lago di Garda? No, o quasi.
A Moniga l'amministrazione del sindaco Lorella Lavo ha presentato il nuovo strumento urbanistico, in netta controtendenza rispetto alla nuova ondata di cementificazione a cui si assiste in quasi tutti gli altri paesi della Riviera.
Nel Pgt di Moniga si prevede un consumo di territorio inferiore all'1%: circa lo 0,5% è un'area artigianale di proprietà della chiesa vicino al Penny inserita ancora nel Piano Regolatore Generale, il restante 0,47% sono nuove aree residenziali per 20 mila mq.
Siamo dunque allo «zero virgola». Del resto i dati forniti dall'estensore Giovanni Cigognetti, dicono che per le scelte passate, il 49% della terra di Moniga è già urbanizzata.
Si è deciso di darci un taglio. Eppure i cittadini hanno presentato al Comune 106 proposte edilizie che, se fossero accolte, avrebbero coperto altri 703.490 mq, pari al 16,7% della superficie totale di terra.
Il territorio agricolo è il 51% ed è dove si concentrano le maggiori proposte, ma è anche dove il Comune vuole tutelare le coltivazioni di pregio. «Siamo andati incontri - spiega il sindaco - solo alle richieste di residenti per necessità di famiglia».
Su quei 20 mila mq autorizzati, dunque, non ci saranno seconde case: non ne servono.
PER I TURISTI (nel 2008 un totale di oltre 400 mila presenze) ci sono 8 alberghi con 606 posti letto, mentre i 9 campeggi (292.511 mq) offrono 6.100 posti e i 6 affittacamere 1.140.
I nuovi fabbricati, in ogni caso, dovranno essere di classe B; a quelli di classe A sarà dato un premio in volumetria.
Prima di portare l'adozione del Pgt in Consiglio comunale ci sarà un'altra assemblea pubblica, ma l'approvazione arriverà dopo le elezioni di giugno. «Il vincitore delle prossime elezioni, chiunque sarà - dice Lavo, che comunque si ricandida -, troverà questo Piano e questo inidirizzo. Poi valuterà la gente chi votare se vorrà qualcosa di diverso».
«LA COSA ECLATANTE - ribadisce Gabriele Lovisetto, segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda - sarà che il Pgt verrà analizzato affinché venga adottato, lasciando alla prossima amministrazione la sua approvazione. È un atto elegante, un'atto di cavalleria».
«L'elemento più qualificante - prosegue Lovisetto, che è enologo ed ecologista - è il basso consumo di territorio, allo 0.96% in totale».
“È eclatante - dice Lovisetto - perché per la prima volta sul lago di Garda si prevede un consumo praticamente pari a zero. Questo ha un ruolo di controtendenza rispetto a chi tiene il Pgt blindato, rispetto a chi come Lonato approva un Pgt ma poi, dopo poche settimane, apre la valutazione di una variante su 26 ettari, o rispetto a Polpenazze che promuove con manifestazioni i prodotti del territorio e poi sradica un intero oliveto per costruire una beauty farm».
fonte: bresciaoggi.it
A Moniga l'amministrazione del sindaco Lorella Lavo ha presentato il nuovo strumento urbanistico, in netta controtendenza rispetto alla nuova ondata di cementificazione a cui si assiste in quasi tutti gli altri paesi della Riviera.
Nel Pgt di Moniga si prevede un consumo di territorio inferiore all'1%: circa lo 0,5% è un'area artigianale di proprietà della chiesa vicino al Penny inserita ancora nel Piano Regolatore Generale, il restante 0,47% sono nuove aree residenziali per 20 mila mq.
Siamo dunque allo «zero virgola». Del resto i dati forniti dall'estensore Giovanni Cigognetti, dicono che per le scelte passate, il 49% della terra di Moniga è già urbanizzata.
Si è deciso di darci un taglio. Eppure i cittadini hanno presentato al Comune 106 proposte edilizie che, se fossero accolte, avrebbero coperto altri 703.490 mq, pari al 16,7% della superficie totale di terra.
Il territorio agricolo è il 51% ed è dove si concentrano le maggiori proposte, ma è anche dove il Comune vuole tutelare le coltivazioni di pregio. «Siamo andati incontri - spiega il sindaco - solo alle richieste di residenti per necessità di famiglia».
Su quei 20 mila mq autorizzati, dunque, non ci saranno seconde case: non ne servono.
PER I TURISTI (nel 2008 un totale di oltre 400 mila presenze) ci sono 8 alberghi con 606 posti letto, mentre i 9 campeggi (292.511 mq) offrono 6.100 posti e i 6 affittacamere 1.140.
I nuovi fabbricati, in ogni caso, dovranno essere di classe B; a quelli di classe A sarà dato un premio in volumetria.
Prima di portare l'adozione del Pgt in Consiglio comunale ci sarà un'altra assemblea pubblica, ma l'approvazione arriverà dopo le elezioni di giugno. «Il vincitore delle prossime elezioni, chiunque sarà - dice Lavo, che comunque si ricandida -, troverà questo Piano e questo inidirizzo. Poi valuterà la gente chi votare se vorrà qualcosa di diverso».
«LA COSA ECLATANTE - ribadisce Gabriele Lovisetto, segretario del Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda - sarà che il Pgt verrà analizzato affinché venga adottato, lasciando alla prossima amministrazione la sua approvazione. È un atto elegante, un'atto di cavalleria».
«L'elemento più qualificante - prosegue Lovisetto, che è enologo ed ecologista - è il basso consumo di territorio, allo 0.96% in totale».
“È eclatante - dice Lovisetto - perché per la prima volta sul lago di Garda si prevede un consumo praticamente pari a zero. Questo ha un ruolo di controtendenza rispetto a chi tiene il Pgt blindato, rispetto a chi come Lonato approva un Pgt ma poi, dopo poche settimane, apre la valutazione di una variante su 26 ettari, o rispetto a Polpenazze che promuove con manifestazioni i prodotti del territorio e poi sradica un intero oliveto per costruire una beauty farm».
fonte: bresciaoggi.it
mercoledì 10 novembre 2010
LONATO Cresce la protesta contro il mega-centro
260mila metri quadrati, 30mila di costruzioni, occupati dal progetto di un albergo e di un centro ippico. 26 ettari della residua collina di Lonato, tra Sedena e Maguzzano in Valsorda.
La protesta tra i cittadini contrari al progetto sta velocemente montando. Dopo la diffusione delle prime notizie relative al progetto il tam-tam tra cittadini e associazioni si è fatto rapido. Per venerdì, alle ore 20.30, è organizzata un'asseblea pubblica nella quale un gruppo di residenti ben informati illustreranno il progetto.
E' stato detto molte volte: il Garda ormai quasi completamente edificato, dovrebbe puntare sulla ricettività di qualità: basta seconde case, basta mini-appartamenti in mega centri residenziali vuoti per undici mesi l'anno. Il centro l'ippico e l'albergo annesso potrebbero pure essere pensati in maniera corretta, ma sulla collina deputata ad ospitarli proprio no. Innanzitutto per la grandezza del centro, per le cubature di cui si parla. E poi per lo scempio paesaggistico che ne deriverebbe, con una collina che verrebbe irrimedibilmente deturpata.
Per ora l'amministrazione comunale non parla. Perché, se crede nella bontà del progetto?
fonte bsnews.it
La protesta tra i cittadini contrari al progetto sta velocemente montando. Dopo la diffusione delle prime notizie relative al progetto il tam-tam tra cittadini e associazioni si è fatto rapido. Per venerdì, alle ore 20.30, è organizzata un'asseblea pubblica nella quale un gruppo di residenti ben informati illustreranno il progetto.
E' stato detto molte volte: il Garda ormai quasi completamente edificato, dovrebbe puntare sulla ricettività di qualità: basta seconde case, basta mini-appartamenti in mega centri residenziali vuoti per undici mesi l'anno. Il centro l'ippico e l'albergo annesso potrebbero pure essere pensati in maniera corretta, ma sulla collina deputata ad ospitarli proprio no. Innanzitutto per la grandezza del centro, per le cubature di cui si parla. E poi per lo scempio paesaggistico che ne deriverebbe, con una collina che verrebbe irrimedibilmente deturpata.
Per ora l'amministrazione comunale non parla. Perché, se crede nella bontà del progetto?
fonte bsnews.it
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