Gardone Riviera ha ottenuto la «Bandiera blu» della Fee per il rispetto dell'ambiente e del paesaggio, la pulizia delle acque, i servizi efficienti. Un premio insomma che va ben oltre le spiagge. Grazie alla sensibilità del consigliere “indipendente” Stefano Ambrosini che è impegnato sul fronte dell’innovazione e dell’ambiente. Infatti Gardone è anche bandiera arancione per l’agricoltura e sono stati introdotti innovativi sistemi di raccolta dei rifiuti. Quest’anno oltre a 230 località di mare, Gardone è una delle tre località di lago ad avere ricevuto il premio e l'unica del Garda quest'anno. Sirmione che storicamente riceveva questo riconoscimento è fuori gara già da qualche anno. La Bandiera blu, istituita nel 1987, viene assegnata ogni anno in 41 nazioni dalla Foundation for Environmental Education (Fee), con il sostegno e la partecipazione di Unep (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) e dell'Organizzazione mondiale del turismo.
L'auspicio del PD Garda è di impegnarci tutti per portare più bandiere blu sul lago, perchè il Garda è di tutti noi!
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venerdì 3 giugno 2011
martedì 5 ottobre 2010
DESENZANO.Tramonta il polo del lusso.
Dalla pagina facebook di Maurizio Maffi:
"Giovedì abbiamo fatto notte fonda in consiglio comunale. I gruppi di opposizione di centro-sinistra con costanza con tenacia e con un pò di astuzia hanno creato le condizioni e fatto emergere le difficoltà e le spaccature all'interno della maggioranza. Il risultato di aver salvato oltre 200.000 mq di campagna che le lobby e la filiera del cemento e del mattone avevano già predestinato , ci danno l'entusiasmo e la carica per procedere con determinazione verso le prossime sfide che ci attendono che guarda caso sono sempre "cemento e mattoni", argomenti che in particolar modo interessano i nostri amministratori, guarda caso in particolar modo a quelli che hanno votato contro o si sono astenuti su questa mozione."
"Giovedì abbiamo fatto notte fonda in consiglio comunale. I gruppi di opposizione di centro-sinistra con costanza con tenacia e con un pò di astuzia hanno creato le condizioni e fatto emergere le difficoltà e le spaccature all'interno della maggioranza. Il risultato di aver salvato oltre 200.000 mq di campagna che le lobby e la filiera del cemento e del mattone avevano già predestinato , ci danno l'entusiasmo e la carica per procedere con determinazione verso le prossime sfide che ci attendono che guarda caso sono sempre "cemento e mattoni", argomenti che in particolar modo interessano i nostri amministratori, guarda caso in particolar modo a quelli che hanno votato contro o si sono astenuti su questa mozione."
venerdì 1 ottobre 2010
Ecologia, a rischio il futuro del lago
È vecchio di 35 anni il tubo sommerso che attraversa il lago da Toscolano a Torri, trasportando i reflui fognari di quasi tutta la Riviera.
Se dovesse rompersi, il danno ecologico (e turistico) sarebbe incalcolabile. I soldi per sostituirlo con soluzioni più sicure non ci sono, lasciando il Garda esposto a scenari tanto catastrofici quanto realistici.
Lo ha ricordato il sindaco di Lonato Mario Bocchio, presidente del Consorzio Garda Uno, parlando ieri a Gardone Riviera all'assemblea dei sindaci e degli operatori turistici.
E mentre Bocchio parlava di quelle vetuste tubature sommerse, a qualcuno è venuta in mente la catastrofe recente del Golfo del Messico. Solo che, in questo caso, non si tratterebbe di petrolio.
«La condotta sublacuale ha ormai 35/40 anni - ha detto Bocchio -. Domani stesso potrebbero emergere dei problemi, con una fuoruscita che provocherebbe grossi guai. Una rottura richiederebbe almeno un mese per la riparazione. La ricaduta sul turismo sarebbe pesantissima».
Un messaggio che ha finito per mettere in secondo piano tutti gli altri temi della grande assemblea di ieri.
Perchè è senz'altro necessario parlare di promozione, di sinergie, di viabilità. Ma non va dimenticato che al centro di tutto questo sistema c'è il lago. Il lago in quanto tale.
Da qui un vero e proprio appello a individuare la depurazione come priorità: «Il mio incarico come presidente del Garda Uno - ha ricordato Bocchio - scade a giugno: potrei essere confermato o sostituito. Ma al di là di questo, invito tutti a comprendere che il tubo sublacuale è una bomba a orologeria. E non è aria fritta. Bisogna assolutamente reperire i quattrini per prevenire scenari altamente indesiderabili».
Lo stesso depuratore di Peschiera, dove tutti i reflui vanno a confluire, è già ben oltre il limite. «L'impianto di Peschiera, progettato 40 anni fa, è commisurato su 330 mila abitanti - continua il presidente-. Ma d'estate il lago ospita più di un milione di persone. Funzionare funziona, ma basta poco per metterlo in difficoltà. Il sistema è datato e va modificato. È allo studio la realizzazione di un sistema completamente nuovo, dedicato alla sponda bresciana. Ma occorrono 110 milioni di euro. Se non riusciamo a ottenerli dal Ministero o dalla Regione, rischiamo un giorno o l'altro di trovarci in una brutta situazione».
FRANCESCHINO RISATTI bresciaoggi.it
Se dovesse rompersi, il danno ecologico (e turistico) sarebbe incalcolabile. I soldi per sostituirlo con soluzioni più sicure non ci sono, lasciando il Garda esposto a scenari tanto catastrofici quanto realistici.
Lo ha ricordato il sindaco di Lonato Mario Bocchio, presidente del Consorzio Garda Uno, parlando ieri a Gardone Riviera all'assemblea dei sindaci e degli operatori turistici.
E mentre Bocchio parlava di quelle vetuste tubature sommerse, a qualcuno è venuta in mente la catastrofe recente del Golfo del Messico. Solo che, in questo caso, non si tratterebbe di petrolio.
«La condotta sublacuale ha ormai 35/40 anni - ha detto Bocchio -. Domani stesso potrebbero emergere dei problemi, con una fuoruscita che provocherebbe grossi guai. Una rottura richiederebbe almeno un mese per la riparazione. La ricaduta sul turismo sarebbe pesantissima».
Un messaggio che ha finito per mettere in secondo piano tutti gli altri temi della grande assemblea di ieri.
Perchè è senz'altro necessario parlare di promozione, di sinergie, di viabilità. Ma non va dimenticato che al centro di tutto questo sistema c'è il lago. Il lago in quanto tale.
Da qui un vero e proprio appello a individuare la depurazione come priorità: «Il mio incarico come presidente del Garda Uno - ha ricordato Bocchio - scade a giugno: potrei essere confermato o sostituito. Ma al di là di questo, invito tutti a comprendere che il tubo sublacuale è una bomba a orologeria. E non è aria fritta. Bisogna assolutamente reperire i quattrini per prevenire scenari altamente indesiderabili».
Lo stesso depuratore di Peschiera, dove tutti i reflui vanno a confluire, è già ben oltre il limite. «L'impianto di Peschiera, progettato 40 anni fa, è commisurato su 330 mila abitanti - continua il presidente-. Ma d'estate il lago ospita più di un milione di persone. Funzionare funziona, ma basta poco per metterlo in difficoltà. Il sistema è datato e va modificato. È allo studio la realizzazione di un sistema completamente nuovo, dedicato alla sponda bresciana. Ma occorrono 110 milioni di euro. Se non riusciamo a ottenerli dal Ministero o dalla Regione, rischiamo un giorno o l'altro di trovarci in una brutta situazione».
FRANCESCHINO RISATTI bresciaoggi.it
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