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martedì 18 ottobre 2011

YpBPr…scoprite di che si tratta (di Fabrizio Benzoni-Brescia per Passione)


Nell’attraente contesto di Villa Alba, a Gardone Riviera, si è tenuto oggi YpBPr (Youth Politicians’ Best Practice), convegno che ha voluto riunire giovani amministratori pubblici, con l’obiettivo di formare una rete intorno alle esperienze vissute per permettere di imparare gli uni dagli altri.

L’organizzazione impeccabile di Stefano Ambrosini (consigliere comunale di Gardone Riviera) ha portato a Villa Alba diciotto relatori under 35 di diversi colori politici, che hanno raccontato come ogni giorni si trovano a risolvere i problemi della quotidianità da amministratori.

Giovani amministratori locali che sono ben più di quanti si possa immaginare: il 20% dei 126.000 amministratori presenti in Italia è Under 35, il problema è che la maggioranza degli stessi è stata eletta nei comuni con meno di 5.000 abitanti (il fattore economico in campagna elettorale è evidentemente fondamentale) ma soprattutto non fanno riferimenti ai partiti storici, quanto alle liste civiche.

La maggioranza dei giovani relatori ha respinto il giovanilismo inteso come quote imposte di giovani nei partiti, “gli spazi sappiamo guadagnarceli, a patto di avere le stesse basi di partenza contro i baroni della politica” ha detto Charlie Lynn, Consigliere comunale di Follonica, trentuno anni.

“I giovani non sono più bravi dei meno giovani ma hanno dei fattori in più: tanta passione e voglia di fare, ma soprattutto la capacità di guardare, dialogare e imparare dagli altri. Possiedono inoltre l’innovazione nel proprio DNA, strumento che li aiuta a migliorare e semplificare la gestione delle amministrazioni pubbliche” ha affermato Martina Sassoli, 24enne assessore di Monza.

Più di un intervento ha suggerito come, al contrario di chi siede al parlamento, fare gli amministratori locali non voglia dire appartenere a una casta. Molti hanno ricordato come scompaiano il sabato e la domenica, come si passino le notti a rispondere alle mail dei cittadini dopo che la stretta finanziaria ha tolto le segretarie negli uffici, come non ci siano rimborsi spese per nessuno spostamento, come gli stipendi da sindaco nei piccoli comuni non raggiungano i 900 euro al mese, senza contributi pensionistici, senza poter lavorare esternamente viste le tante cose da fare.

Da qui la necessità di evolversi, di utilizzare la tecnologia come strumento fondamentale per governare, sia per comunicare con i cittadini, sia per migliorare l’efficienza.

Comunicare e far partecipare i cittadini, anche attraverso l’Urban Center, tanto caro alla nostra associazione, diventa fondamentale, come ricorda Emanuele Locci, 31enne consigliere comunale di Alessandria. “All’interno degli Urban Center Partecipazione non vuol dire comunicare scelte prese prima di ufficializzarle, questa è manipolazione” ci tiene a rilevare.

Tanti, poi, coloro che hanno evidenziato le difficoltà che s’incontrano giornalmente nelle pubbliche amministrazioni, per esempio per “l’incapacità di valutare il proprio personale secondo criteri oggettivi di lavoro (KPI) ” come ricorda Alessandro Cattaneo, 31enne sindaco di Pavia, quanto per “stipendi dei dirigenti comunali che superano notevolmente quello del sindaco sebbene le responsabilità siano inferiori” continua. “L’età media dei dipendenti comunali è di cinquantacinque anni, come pretendiamo di fargli usare gli strumenti tecnologici più avanzati senza nemmeno i fondi per la formazione” continua Andrea di Sorte, 28enne ass.re a Bolsena. Bisogna inventarsi e mettercela tutta, per esempio continuando nell’accorpamento dei servizi fra più comuni oppure investendo nell’ambiente, come ha fatto Elisa Deo, sindaco di Galeata classe 1982, creando un impianto fotovoltaico comunale che permette di avere a disposizione 320.000 euro l’anno per sopperire alla mancanza di fondi.

“Dovremo essere una generazione politica che studia sempre di più e che s’informa, al contrario di chi ci ha preceduto” afferma Alessandra Moretti, giovane ass.re a Vicenza.

Il bravo giornalista Gianluigi Nuzzi, moderatore di parte dei gruppi di lavoro, dopo aver sentito l’intervento entusiasta di uno di questi ragazzi dice “La vecchia politica rispetto alla nuova politica, quella che vedo qui, è come la televisione rispetto a internet”. Abbastanza esplicativo direi.

C’è anche chi, come Charlie Lynn, già citato consigliere comunale di Follonica, dice “no ai giovani vecchi, quelli che sono giovani anagraficamente, ma portano avanti gli interessi di chi li ha preceduti e li ha spinti in quel ruolo”. A tal proposito mi viene da associare questa frase all’intervento del giovane Parlamentare PDL Nicola Formichella. Una serie di sue affermazioni hanno fatto borbottare molti tra i presenti in sala, soprattutto quando riferito al popolo viola che ieri ha manifestato a Roma, ha detto :“li vedo lì accampati in via Nazionale, ma io ancora non ho ben capito cosa vogliano”, o quando, dicendo come la politica debba essere strumento per creare sviluppo e fare rete aggiunge: “mi rivolgo soprattutto ai giovani del centro destra in quanto i giovani del centrosinistra sono più chiusi e indottrinati”. Ebbene, a mio avviso questo è un giovane vecchio, rimasto attaccato ai vecchi dogmi. Fortunatamente è stato seguito dall’intervento di un’altra giovanissima del PDL, Lara Comi, europarlamentare, che ha spiegato come in Europa regni il dialogo costruttivo (destra e sinistra fanno squadra), come vi sia un maggior rispetto delle istituzioni, la prassi d’interventi più corti ma ascoltati, commissari europei che se arrivano in ritardo perdono il diritto di parola, tante persone che sono davvero prestate alla politica per passione.

Ha affermato come sia indispensabile “Fare squadra, anche con gli indignati che ha sentito personalmente telefonicamente (e che ritiene possano contenere tanti giovani anche di centro destra) perché la Politica va oltre i colori”. “Quelli incappucciati”, ha ribadito, “non sono né di destra né di sinistra, semplicemente non li definirei nemmeno giovani”.

Togliendomi un piccolo sassolino dalla scarpa, ripeto la battuta a fine delle due relazioni che un giovane ragazzo seduto accanto a me ha detto: “I migliori, evidentemente, li mandano in Europa”.

Ce ne fossero di occasioni di dialogo come questa, per il momento, l’appuntamento con YPBPr organizzato da Stefano Ambrosini, è per il 2012.

di Fabrizio Benzoni
fonte: http://www.lauracastelletti.it/?p=33424

venerdì 27 maggio 2011

GARDONE RIVIERA: il banchetto pro-referendum non sà da fare

L'Udi Cerchio del Lago e il Comitato Aqua Alma di Prevalle - con una nota - “denunciano” alla stampa e all’opinione pubblica l’operato “improprio e illegittimo” della Giunta e dei funzionari responsabili del Comune di Gardone Riviera (Bs), che ha preso le mosse da una deliberazione “neppure materialmente esistente, non notificata formalmente o resa pubblica, con il risultato di boicottare una legittima e regolarmente autorizzata iniziativa di propaganda referendaria”. Oggetto del contendere l'improvviso spostamento di un banchetto informativo dei comitati.

ECCO I FATTI SECONDO I DUE COMITATI
Sabato 21 maggio, in concomitanza della seconda edizione della manifestazione turistica “Vintage Market”, un gruppo di volontari - con regolare autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico rilasciata dal Comune di Gardone Riviera in data 19 maggio - aveva organizzato un banchetto per distribuire materiale informativo per la campagna referendaria “2 sì per l’acqua bene comune” e per impedire la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. La mattina dello stesso giorno, poco prima dell’allestimento del banchetto, il comandante della Polizia Locale informava telefonicamente una delle responsabili dello spostamento del banchetto in altro luogo motivando tale provvedimento sulla base di una delibera di Giunta approvata solo la sera precedente (venerdì 20 maggio).

A precise e dirette richieste dei responsabili dell’iniziativa, nel comando della Polizia Locale, insospettiti dalla dalla tempestività della delibera in concomitanza con la richiesta - si ottenevano risposte informali e generiche: “il provvedimento non è destinato ad una particolare ‘colorazione’ dell’iniziativa, ma solo motivi di opportunità per il carattere mondano del mercatini in questione” - Comandante della Polizia Locale, ovvero la conferma di una procedura quantomeno anomala, come confermato dalle dichiarazioni del Segretario Comunale il lunedì mattina (23 maggio), il quale – ripetendo le rassicurazioni di ‘neutralità’ rispetto alla colorazione politica della manifestazione - giustificava la decisione assunta dalla Giunta sulla incompatibilità della propaganda elettorale/politica con manifestazioni di carattere ludico/turistico ma, alla richiesta di prendere visione della delibera, lo stesso Segretario Comunale dichiarava che non era ancora disponibile al pubblico perché ancora non trascritta e, pertanto, non ancora pubblicata all’Albo Pretorio Comunale.

Quanto avvenuto non è grave solo per il singolo fatto o iniziativa, ma perché questo tipo di azioni da parte anche di mezzi di comunicazione pubblici e privati ed ora anche di pubbliche amministrazioni si sommano e finiscono per costituire una grave e oggettiva compressione delle libertà di espressione sancite in primo luogo dalla Carta Costituzionale e non fanno rispettare gli obblighi di informazione obbiettiva, imparziale ed equilibrata in materia referendaria. E questo, se vale oggi per una campagna referendaria… Ci chiediamo se i poteri delle Giunte Comunali siano tali da poter boicottare la pubblica diffusione di informazione e conoscenza utilizzando anche il “carattere di urgenza” delle delibere per renderle immediatamente esecutive. Ci chiediamo come mai tali fatti possano avvenire in una Repubblica Democratica.

fonte: bsnews.it


Si fatica a credere alla neutralità di questo provvedimento, infatti la non-informazione è causa dell'astensione e quindi del possibile mancato raggiungimento del quorum. Questo episodio si aggiunge ad altri insopportabili provvedimenti presi dalle giunte di Destra sul Garda, come il divieto di utilizzo di una sala pubblica per l'assemblea sul nucleare organizzata a Lonato del Garda. Il PD Garda si attiverà per chiedere spiegazioni più chiare anche livello provinciale, e se necessario con un interrogazione parlamentare, rispetto la conformità di questi provvedimenti.

il coord.pdgarda Andrea Volpi