(estratto da bsnews.it) Caterina Lombardi in pole. Ma i giochi non sono ancora chiusi
(a.t.) Alla decisione mancano soltanto nove giorni (ndr 11 marzo). Ma i Giovani democratici non hanno ancora individuato il nome di chi dovrà raccogliere il testimone del 27enne Nicola Delbono, da tre anni alla guida del movimento. Il segretario uscente, proveniente dall'area Margherita, ha già fatto sapere di essere intenzionato a lasciare il posto ad altri. A chi? Al momento l'elenco dei papabili comprende almeno tre persone: Chiara Gadaldi, Andrea Curcio e Caterina Lombardi di Ghedi. Quest'ultima sembra essere oggi quella più quotata per prendere il posto di Delbono. Ma i giochi, come riferito in apertura, sono tutt'altro che chiusi.
Tra sabato e domenica i circa 700 Under 30 bresciani del partito saranno chiamati ad eleggere i segretari degli 11 circoli sparsi per la Leonessa (per la città la favorita è l'uscente Giulia Zambolin) e il segretario nazionale del movimento (due i candidati: l'uscente Fausto Raciti e il vicepresidente di Ecosy Brando Benifei). Sulla base delle proporzioni tra le mozioni nazionali, quindi, verranno scelti i 30 delegati all'assemblea provinciale dell'11 marzo. Questi, ancora, eleggeranno la direzione provinciale. Che a sua volta indicherà il nuovo segretario (per presentarsi serve il consenso del 33 per cento dei delegati, provenienti da almeno sei diverse sezioni).
Un meccanismo elettorale decisamente macchinoso, come del resto ammettono anche Delbono e i compagni di partito.
Con Caterina Lombardi sembra oggi essere schierata la maggioranza del movimento. A partire dall'ala sinistra, sempre più determinata a proseguire lungo questo percorso. Ma il fronte “lettiano”, pur senza avanzare proposte alternative, non ha ancora dato il suo via libera. Anzi. Il rischio di arrivare alla conta non è ancora da escludere. “Non è obbligatorio che si arrivi a una candidatura unitaria”, spiega Delbono, “ma lavoreremo fino all'ultimo per presentarci uniti al voto. Sono pronto al confronto e non mi voglio impiccare sui nomi. Ma credo”, conclude il segretario uscente, “che prima di lanciare candidature sia opportuno valutare cosa emergerà dal territorio questo week end e quale sarà il quadro della nuova direzione”. Difficile che queste ragioni facciano breccia a sinistra. Ma il tempo della trattativa, tra i Giovani democratici, non è ancora chiuso.
DOMENICA 4 dalle ore 15:00 alle ore 17:00 presso la sede pd di Desenzano del Garda (via Gramsci 53) si terrà il Congresso per la zona del Garda.
sabato 3 marzo 2012
lunedì 13 febbraio 2012
Gianni GIRELLI: da Berlusconi a Monti
il consigliere regionale GIANNI GIRELLI interviene all'assemblea degli iscritti del circolo PD di Desenzano. Il passaggio da Berlusconi a Monti, una situazione critica che non dobbiamo dimenticare, una serie provvedimenti emergenziali per mettere al sicuro i conti e una crescita da costruire...
martedì 7 febbraio 2012
Istituto comprensivo: "non sia solo un contenitore di scuole"
Scuola e istituto comprensivo: Giancarlo Cerini PARTE 2.
L'istituto comprensivo non dev'essere un contenitore di scuole, ma un'opportunità per migliorare l'offerta educativa nel nostro Paese.
L'istituto comprensivo non dev'essere un contenitore di scuole, ma un'opportunità per migliorare l'offerta educativa nel nostro Paese.
lunedì 6 febbraio 2012
Istituto comprensivo: ma che fretta c'era?
Giancarlo Cerini, dirigente ufficio scolastico dell'Emilia Romagna, interviene al convegno organizzato dal Pd Desenzanese sulla scuola e la novità degli istituti comprensivi. (parte 1)
giovedì 2 febbraio 2012
Scuola: istituto comprensivo, novità e valori in gioco
In un recente convegno coordinato dalla dottoressa Rosa Leso si è parlato di Scuola, un tema molto importante, ma non sempre posto adeguatamente all’attenzione dei cittadini come meriterebbe per gli effetti che ha sulla formazione dei giovani. L’argomento principale, sviluppato dal Dirigente Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna dott. Giancarlo Cerini, era l’Istituto Comprensivo, la cui forma organizzativa mette insieme, in un unico segmento scolastico: la Scuola dell’Infanzia, (tre anni), la Scuola Primaria(cinque anni) e la Scuola secondaria di primo grado (tre anni). Per accorpare le tre diverse scuole è indispensabile una popolazione scolastica non inferiore alle mille unità (gli standard di riferimento per gli alunni effettivamente iscritti). In molte realtà questo dimensionamento, interessando vari territori non sempre omogenei, pone alcune criticità. Infatti possono essere uniti sotto una stessa dirigenza, e quindi in una stessa Scuola Comprensiva, anche Comuni diversi che devono fornire, attraverso il Diritto allo Studio, beni e servizi di gestione e soprattutto contributi per favorire la realizzazione dei progetti del Piano Offerta Formativa.
Sirmione per esempio è al centro dell’Istituto Comprensivo costituito dalla sua scuola Media, Primaria e dell’Infanzia, dalla scuola Media Trebeschi, dalla Primaria e Media di Pozzolengo. Il concetto nuovo che emerge da questa razionalizzazione è quello di “Comunità Educante” che supera i vincoli legati alla geografia politica e amministrativa del luogo. Il progetto dell’Istituto Comprensivo allora si intreccia con il futuro dei giovani perché vuole occuparsi del “bene comune” in modo disinteressato e generoso creando una spazio, la Città, in cui si sviluppa l’educazione e la formazione che insieme arricchiscono, di conoscenza e di competenza, la società di domani. I punti di forza di questo Sistema-Scuola sono:
1) Rafforzamento del rapporto Scuola educante e Comunità (intesa come Istituzioni, Enti Locali, Imprese, Volontariato, Rete solidaristica, Associazionismo e Gruppi Sportivi non agonistici) che dovrà produrre un Capitale Sociale da investire nella coscienza civile come preparazione dell’uomo e del cittadino.
2) Pluralità di docenti appartenenti a livelli diversi d’istruzione (Insegnati di scuola materna, elementare e media) che con la loro professionalità diversificata migliora qualitativamente l’Offerta Formativa. E’ possibile sopperire, per esempio, alla carenza di organico specialistico con la creazione dell’Organico d’Istituto, di cui fanno parte docenti stabili per almeno un triennio, che consente di avviare una Didattica alternativa per risolvere problemi di apprendimento e di indisponibilità allo studio. Si pone fine alla segmentazione degli apprendimenti per stadi obbligati connessa ai diversi cicli scolastici dove oggi è in atto una frattura di continuità, rintracciabile nella difficile comunicazione pedagogica e metodologica. E’ possibile offrire invece un modello formativo - orientativo continuo e uniforme che accompagna l’alunno in apprendimento fino alla soglia delle scelte importanti per il proseguimento del suo impegno scolastico nella Scuola Superiore. Si crea così una scuola che coinvolge, che si mette in gioco per attivare un processo di crescita interna ed esterna in grado di far emergere abilità e attitudini che valorizzino il merito degli studenti.
3) Il Piano dell’Offerta Formativa (POF), in grado di censire i bisogni dell’utenza scolastica ormai proiettata verso una società della conoscenza globale e telematica. Agli alunni è importante, perciò, fornire strumenti di diagnosi per migliorare l’acquisizione dei saperi disciplinari e i relativi contenuti (puntando sul rafforzamento della Lingua e della Matematica), che sviluppano le competenze generali e specifiche dell’alunno. Fare una buona scuola significa allora investire in produzione di idee, sviluppo di capacità per risolvere problemi, creare nuovi modelli organizzativi nel lavoro, flessibilità di coniugare economia, politica e sviluppo sostenibile all’interno dell’ecosistema in cui ci si trova a vivere. Che è poi la Missione della Scuola.
Federico Bufalo, circolo pd Sirmione
Sirmione per esempio è al centro dell’Istituto Comprensivo costituito dalla sua scuola Media, Primaria e dell’Infanzia, dalla scuola Media Trebeschi, dalla Primaria e Media di Pozzolengo. Il concetto nuovo che emerge da questa razionalizzazione è quello di “Comunità Educante” che supera i vincoli legati alla geografia politica e amministrativa del luogo. Il progetto dell’Istituto Comprensivo allora si intreccia con il futuro dei giovani perché vuole occuparsi del “bene comune” in modo disinteressato e generoso creando una spazio, la Città, in cui si sviluppa l’educazione e la formazione che insieme arricchiscono, di conoscenza e di competenza, la società di domani. I punti di forza di questo Sistema-Scuola sono:
1) Rafforzamento del rapporto Scuola educante e Comunità (intesa come Istituzioni, Enti Locali, Imprese, Volontariato, Rete solidaristica, Associazionismo e Gruppi Sportivi non agonistici) che dovrà produrre un Capitale Sociale da investire nella coscienza civile come preparazione dell’uomo e del cittadino.
2) Pluralità di docenti appartenenti a livelli diversi d’istruzione (Insegnati di scuola materna, elementare e media) che con la loro professionalità diversificata migliora qualitativamente l’Offerta Formativa. E’ possibile sopperire, per esempio, alla carenza di organico specialistico con la creazione dell’Organico d’Istituto, di cui fanno parte docenti stabili per almeno un triennio, che consente di avviare una Didattica alternativa per risolvere problemi di apprendimento e di indisponibilità allo studio. Si pone fine alla segmentazione degli apprendimenti per stadi obbligati connessa ai diversi cicli scolastici dove oggi è in atto una frattura di continuità, rintracciabile nella difficile comunicazione pedagogica e metodologica. E’ possibile offrire invece un modello formativo - orientativo continuo e uniforme che accompagna l’alunno in apprendimento fino alla soglia delle scelte importanti per il proseguimento del suo impegno scolastico nella Scuola Superiore. Si crea così una scuola che coinvolge, che si mette in gioco per attivare un processo di crescita interna ed esterna in grado di far emergere abilità e attitudini che valorizzino il merito degli studenti.
3) Il Piano dell’Offerta Formativa (POF), in grado di censire i bisogni dell’utenza scolastica ormai proiettata verso una società della conoscenza globale e telematica. Agli alunni è importante, perciò, fornire strumenti di diagnosi per migliorare l’acquisizione dei saperi disciplinari e i relativi contenuti (puntando sul rafforzamento della Lingua e della Matematica), che sviluppano le competenze generali e specifiche dell’alunno. Fare una buona scuola significa allora investire in produzione di idee, sviluppo di capacità per risolvere problemi, creare nuovi modelli organizzativi nel lavoro, flessibilità di coniugare economia, politica e sviluppo sostenibile all’interno dell’ecosistema in cui ci si trova a vivere. Che è poi la Missione della Scuola.
Federico Bufalo, circolo pd Sirmione
mercoledì 1 febbraio 2012
Rosa Leso: scuola ed istituti comprensivi, come siamo messi a Desenzano
Rosa Leso, candidata del Partito Democratico alle elezioni amministrative 2012 di Desenzano del Garda, interviene al convegno organizzato dal PD Desenzano per discutere di SCUOLA e ISTITUTI COMPRENSIVI: "ritorniamo a pensare, ad elaborare, perché fare una buona scuola è presupposto per fare una buona comunità."
"Fermarsi a riflettere sarebbe stato importante, non solo per i numeri, ma anche per organizzare al meglio le nuove strutture scolastiche. Capire se fare una nuova scuola e dove è meglio realizzarla."
parte 1
parte 2
Eccole nostre proposte in Regione Lombardia:
Progetti di legge per asili nido ed autonomia scolastica del PD LOMBARDO
"Fermarsi a riflettere sarebbe stato importante, non solo per i numeri, ma anche per organizzare al meglio le nuove strutture scolastiche. Capire se fare una nuova scuola e dove è meglio realizzarla."
parte 1
parte 2
Eccole nostre proposte in Regione Lombardia:
Progetti di legge per asili nido ed autonomia scolastica del PD LOMBARDO
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